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 Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP

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Ranger Lungan



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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Gio 25 Mag 2017 - 8:25

Grandi complimenti all'amico romano per il lavoro!!! Sia modellistico, che meccanico e pure di riprese.... Davvero gustose da ammirare!!!

...

Sven... attorno all'anno 1000 non ricordo circolassero gli Sherman... lol!
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Sven Hassel

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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Gio 25 Mag 2017 - 9:55

Ranger Lungan ha scritto:
Grandi complimenti all'amico romano per il lavoro!!! Sia modellistico, che meccanico e pure di riprese.... Davvero gustose da ammirare!!!

...

Sven... attorno all'anno 1000 non ricordo circolassero gli Sherman... lol!

...sono letteralmente basito, ma cercherò di sopravvivere ...

La Legio X Equestris è forse la più famosa fra le legioni romane. La storia di questo corpo militare romano è molto lunga e, direbbero gli storici dell'epoca, gloriosa. Era la legione preferita di Giulio Cesare che lo seguì per tutta la sua vita militare, diventando il suo corpo militare d'elìte. Il futuro dittatore perpetuo ne fece la sua guardia personale e legò con quegli uomini come un padre si lega ad i figli: infatti Cesare conosceva a memoria tutti i nomi dei Centurioni e gran parte di quelli dei milites (soldati semplici), e gli affidava gli incarichi più delicati (come ad esempio tenere l'ala destra -la più indebolita- durante la Battaglia di Farsalo). Si fidava ciecamente dei suoi soldati, e di risposta i soldati della X rimasero fedeli a Cesare fino alla fine. Dopo le Idi di Marzo, i soldati della decima, entrarono a far parte dell'esercito di Marco Antonio; ma durante la battaglia di Azio molti effettivi, delusi dai comportamenti del loro comandante, disertarono per entrare a far parte dell'esercito di Ottaviano, che consideravano "il Nuovo Cesare".
image
Moneta antica raffigurante "il Toro", ovvero il simbolo della Decima.
Dopo tale evento, visto che il numero di effettivi era notevolmente diminuito, la Decima Equestris venne unita ad un'altra Decima, divenendo la Decima Gemina.

......................

La Xª Flottiglia MAS, anche nota come Decima MAS, X MAS, 10ª Flottiglia MAS, o "la Decima", fu un'unità speciale della Regia Marina italiana, il cui nome è legato a numerose imprese belliche di assalto, incursione o guerra insidiosa. Nata nel 1939 come 1ª Flottiglia M.A.S., era una delle tre flottiglie MAS della Regia Marina allo scoppio della seconda guerra mondiale. L'unità mutò ufficialmente la propria denominazione in "10ª Flottiglia M.A.S." il 14 marzo 1941.

Soprattutto nella fase iniziale, le imprese dell'unità non furono coronate dal successo e comportarono molte perdite tra gli equipaggi, come nel caso del fallito attacco a Malta del 1941. Con il perfezionamento dei mezzi, si giunse a clamorosi successi come quello della Baia di Suda (25-26 marzo 1941) o dell'impresa di Alessandria del 19 dicembre 1941, che privò per un lungo periodo la Royal Navy delle sue navi da battaglia nel Mediterraneo.

Con l'armistizio dell'8 settembre 1943, la Xª Flottiglia MAS, sotto il comando di Junio Valerio Borghese, rimase in gran parte bloccata a La Spezia dove si riorganizzò in corpo franco, poi entrato nella Marina Nazionale Repubblicana. Gli elementi rimasti al sud, assieme a numerosi prigionieri rilasciati dai campi di concentramento alleati, riorganizzarono l'unità con il nuovo nome di "Mariassalto": tale unità della Regia Marina, di base a Taranto, comandata dal capitano di fregata Ernesto Forza, continuò le attività belliche agli ordini degli Alleati.

..................

... il pasticcio dell'8 settembre con l'armistizio divide l'Italia del sud con la parte nord ancora saldamente in mano tedesca e la Decima si trova nella scelta obbligata di aderire alla Repubblica Sociale Italiana (RSI) ... i compagni del sud con quelli del nord si trovano così su due fronti opposti, il sud foraggiato dagli anglo - americani e il nord alla resa del battaglione Vega della Decima consegno agli alleati la cassa di 2.196.000 in lire e in franchi francesi pari 3.975.428 in lire e dal 6 giugno numerose altre decine di milioni. Un quintale di riso acquistato a 4200 lire rivenduto in Svizzera a 30.000 (spiega l'autosufficienza) e la giacenza di ingenti capitali a favore della Decima stanziata in Brianza e sul Lario ...

La storia fornisce eroismi gratuiti e ricordi al milite ignoto e non di meno alle associazioni reduci seppellendo o tentando di farlo, risvolti agghiaccianti fastidiosi ai palati delicati. Allo Sven non interessa la storia "scolastica" costruita su misura, le sue indagini si rivolgono sempre sul rovescio delle medaglie.

... sono un paio le opinioni seguite, il conservatorismo che riposa sul sentito dire bugiardo e l'innovazione che non intende nascondere niente e poichè i fatti restano tali possono sconcertare come ogni verità ...

Buona giornata Laughing

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Ultima modifica di Sven Hassel il Mar 30 Mag 2017 - 9:08, modificato 2 volte
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Ranger Lungan



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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Gio 25 Mag 2017 - 10:06

Come disse un famoso giornalista:

"Quando non conosco un argomento, lo tratto in un articolo e attendo l'indignata risposta del lettore informato che mi spiega tutto!"

lol! lol! lol!
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met5

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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Gio 25 Mag 2017 - 12:31

I complimenti fanno sempre piacere, quando è il magister che si sbilancia si passa direttamente all'estasi mistica lol!

L'ora in cui il soldato Sven ha postato la risposta (l'una del mattino) fanno pensare ad abbondanti libagioni accompagnate da liquidi alcolici. Questo assieme alla benevolenza per il nordico cecchino blocca la consegna di rigore che altrimenti lo avrebbe immediatamente colpito.

Decima non c'entra nulla con la X flottiglia MAS (unica cosa buona dell'intera RMI nella WWII. Gli alti ufficiali si sono dimostrati traditori della Patria evitando sempre il combattimento, facendo affondare nei porti italiani le nostre navi da biplani inglesi (curioso metodo quello di impegnare il nemico.....da dentro il porto) oppure allo scandaloso comportamento della corazzata Roma).

Il carro l'ho battezzato Decima in riferimento agli scontri registrati nei primi giorni del giugno 1944 tra le truppe repubblichine della Folgore, Battaglione Nembo, in appoggio alle truppe della Wermacht che si opponevano alle truppe alleate in marcia verso Roma.

A Castel di Decima (periferia sud di Roma) ci furono scontri che impegnarono gli alleati, oggi muta testimonianza sono presenti nella vegetazione i bunker al fianco dei quali, sulla via Pontina, centinaia di migliaia di persone scorrono quotidianamente.

Dal sito:Nembo.info

I REPARTI DI PARACADUTISTI "PER L'ONORE D'ITALIA"

"La Battaglia per Roma"

Daniele Lembo (dal libro "I fantasmi di Nettunia")  

Il Battaglione autonomo paracadutisti "Nembo"

Al momento di mettere piede a terra sul litorale laziale le truppe angloamericane vengono accolte da una scarsissima resistenza in quanto le Divisioni di riserva tedesche sono state spostate sul fronte di Cassino a supporto delle truppe che combattono sulla Gustav. Questo è potuto avvenire anche grazie ad un’inefficienza dell’apparato informativo germanico che "stranamente" non ha saputo dare notizie circa il concentramento di truppe, veicoli, carri armati, e di natanti da trasporto nel porto di Napoli. I tedeschi, dopo un primissimo momento di sbandamento, reagiscono con una prontezza e con la loro tipica capacità organizzativa che nel corso del conflitto gli ha dato già in precedenza la possibilità di affrontare e risolvere situazioni impossibili. Al fine di creare un velo di truppe che sia idoneo, bloccando strade e crocevia, ad inibire alle unità della testa di ponte ogni possibile movimento verso l’interno, il comando germanico mobilita come si suol dire "scritturali, cuochi e musicanti della banda", reperendo gli uomini ed i mezzi lì dove è possibile prenderli. Saranno così utilizzati anche alcuni reparti che si trovano nell’area a sud di Roma per effettuare, dopo un lungo periodo in prima linea, la necessaria riorganizzazione e godere del normale periodo di riposo. Il 9 febbraio viene costituito a Spoleto, sede di un Reparto di Istruzione per paracadutisti, un Battaglione italiano di formazione da destinarsi al Fronte di Anzio Nettuno e da inserire nel 4° Fallschirmjager. È formato da due compagnie tratte dal 12° Battaglione e da una compagnia ceduta dal 2° Battaglione, quest’ultima è costituita parte da veterani e parte da giovani volontari. Il Battaglione così formato, denominato Battaglione Autonomo Paracadutisti "Nembo", forte di circa 350 parà e al comando del Capitano Corradino Alvino, il 12 febbraio viene trasportato con una colonna di autocarri al fronte, verso Ardea, ove sarà utilizzato nell’ambito dei reggimenti 10° e 11° d’assalto della 4° Divisione Paracadutisti germanica che è composta da duri veterani con alle spalle le esperienze di Narvik, Creta e dell’Olanda. È questa la prima unità italiana ad arrivare in quello scacchiere terrestre di operazioni ove, a meno di 12 ore dall’arrivo, avrà nel caporale Giuseppe Bagnol, il suo primo caduto. Il Nembo, per l’impiego, viene articolato in un reparto servizi, sei plotoni d’assalto messi al comando di cinque ufficiali ed un maresciallo (Tenenti Angelici, Betti, Esposito, Fusar Poli e Stefani, maresciallo Canova), tre squadre per impieghi speciali, due nuclei esploratori. I nuovi arrivati italiani, appena giunti vengono forniti di armi tedesche e sottoposti ad un ciclo d’addestramento intensivo teso ad erudirli sull’utilizzo delle nuove armi e sui simboli tattici germanici. Per completezza di informazione è giusto riferire che alcuni parà italiani vengono assegnati, quali complementi, a reparti tedeschi, cosa che ai germanici non riuscirà di fare, come vedremo in seguito, con il reparto di fanteria di Marina che successivamente arriverà sul fronte. I primi caduti, ben 54 per la precisione, il Nembo li avrà, insieme a 97 feriti, nel corso dei quattro giorni dell’operazione di contrattacco tedesca denominata "Fischfang" che avrà inizio il 16 di febbraio e nel corso della quale 40.000 soldati tedeschi sostenuti da 75 carri armati del tipo Tigre, Pantera e 50 cacciacarri Stu.G.III attaccheranno 45.000 angloamericani sostenuti da 450 bocche da fuoco, 3670 carri armati e da 1200 apparecchi. I giovani parà italiani vengono impiegati, nel corso del contrattacco, lungo il fosso della Moletta, presso la località Casa Rossa, Casale Buon Riposo, quote 54, 74 e 75 e il quadrivio di Campo di Carne. Inizieranno l’attacco alle 6,30 del giorno 16, superando la Moletta utilizzando alcune passerelle di fortuna. L’utilizzo delle passerelle sarà reso necessario in quanto il torrente Moletta, largo dai 6 agli 8 metri, ha le proprie acque profonde normalmente poco più di un metro ma, al momento dell’attacco, queste si presentano notevolmente gonfie a causa della pioggia che copiosa è caduta da poco. Dopo aver sopravanzato la Strada Provinciale 82 e affrontando le unità britanniche della 1ª e 56ª Divisione di Fanteria i parà riusciranno ad arrivare fino alla Nettunense, cioè la Strada Provinciale 207, sbaragliando i britannici ed occupando la sede di un reggimento scozzese. In un primo tempo la fortuna sembra sorridere agli italo tedeschi, tanto che gli alleati, spaventati dalla forza di penetrazione dimostrata dai germanici, non riescono a fermare l’impeto degli attaccanti benché fossero a conoscenza dell’operazione tedesca prima che questa iniziasse, grazie al sistema di intercettazione Ultra e al decodificatore Enigma in loro possesso. Giungeranno persino ad approntare un ordine di reimbarco che ritireranno solo quando, grazie all’intervento dei grossi calibri delle corazzate, riusciranno a smorzare l’irruenza dell’attacco fermando i tedeschi nella zona che sta tra Campo di Carne, Torre Padiglione, Tre Cancelli e Le Ferriere, zona che sarà il punto di massima penetrazione della controffensiva tedesca. Dopo quattro giorni di combattimenti, il giorno 20, i paracadutisti italiani che avranno resistito sotto il fuoco dei cannoni e gli attacchi dei caccia bombardieri alleati, dovranno ritirarsi cedendo di nuovo quelle posizioni strappate agli inglesi pochi giorni prima. Tra i morti, sopra citati, conteranno anche il Sottotenente Stefani. L’importanza del Nembo, nell’economia generale dello scontro descritto, è di limitatissima portata, soprattutto se si considera che si tratta di circa 350 paracadutisti italiani utilizzati in un contesto numerico di 40.000 tedeschi che contrastano circa 45.000 angloamericani. Differente è invece il significato politico della partecipazione italiana, che vede un reparto organico, in armi e sotto bandiera nazionale, in quanto facente parte del neocostituito Esercito Repubblicano, tornare al fronte accanto all’alleato germanico. In questi primi combattimenti gli italiani, ritornati al fronte, faranno ben presto ricredere i camerati tedeschi che ben poca fiducia mostrano di avere nei riguardi di quel reparto formato da giovanissimi paracadutisti, molti dei quali evidentemente senza nessuna esperienza di guerra. Tra il 15 marzo e il 15 maggio il reparto sosterrà nuovi combattimenti a quota Cuore, Bosco dei Pini, quota 58, Bosco di Fossignano e Macchia S. Lucia. Le grosse perdite subite durante la controffensiva tedesca e nel periodo successivo che, come detto, solo nel corso dell’operazione "Fischfang", ammontando a 151 unità tra morti, feriti e dispersi costituiscono il 45-50% degli effettivi del battaglione, inducono il comando a riprendere fiato e a rimettere insieme i pezzi dell’unità. Quello che era il Battaglione "Nembo", rientra in linea a marzo riorganizzato e "contratto" su di una Compagnia che, denominata "Nettunia/Nembo", è messa al comando del Tenente Berardi. La nuova compagnia viene articolata su quattro reparti d’assalto che sostengono in quell'area altri tre mesi di duri combattimenti, subendo gravi perdite che vengono, man mano, rimpiazzate dai circa 550 complementi provenienti da Roma e da Spoleto. La Cp. Nettunia/Nembo si attesterà sulla posizione di partenza del Nembo all’arrivo, cioè sul fosso della Moletta, fra il Bosco di Pini, quota Cuore e la foce della Moletta stessa. Alla fine dell’attività operativa il reparto avrà perso 46 elementi in quanto presi prigionieri dagli alleati, mentre 89 saranno i caduti e i dispersi, e i feriti ammonteranno a 148. Il labaro del reparto verrà decorato con una Medaglia d’argento al valor militare, mentre altre 26 decorazioni simili saranno concesse agli effettivi dell’unità. Inoltre, saranno assegnate 26 Medaglie di bronzo al valor militare e 12 croci di guerra. I tedeschi, invece, conferiranno ai paracadutisti italiani ben 15 croci di ferro di 2ª classe. Ma il dato che forse maggiormente dà la misura del valore dimostrato dai fanti dell’aria italiani, ancora una volta ridotti a fare da ordinaria fanteria di linea, è il numero delle promozioni sul campo per meriti di guerra che ammonta a 19.

Il Reggimento arditi paracadutisti "Folgore"

Verso la fine di maggio 1944, per la precisione nella giornata del 27, il Reggimento Arditi Paracadutisti "Folgore" viene assegnato alla zona di operazioni ove si svolge quella che passerà alla storia con il nome di "Battaglia per Roma". I1 reparto, con sede a Spoleto ove ha completato il proprio ciclo addestrativo, conta su 1800 uomini di cui solo 1440(1) verranno effettivamente inviati a sud di Roma per essere impiegati nelle operazioni tese a ritardare l’avanzata alleata. I 3 Battaglioni, su cui il Reggimento si articola, sono comandati dal Maggiore Rizzatti (1° Btg. Folgore, in seguito il comando passerà al Cap. Sala), dal Cap. Recchia (2° Btg. Nembo) e dal Cap. Bussoli (3° Btg. Azzurro). Inoltre, il Battaglione conta su di una Compagnia Comando e su aliquote Trasmissioni, Sanità e Trasporti. Il Reggimento, non appena arrivato in linea, è impiegato in qualità di riserva del 1° Corpo Paracadutisti comandato dal Gen. Alfred Schlemm, venendo suddiviso in varie aliquote tattiche per intervenire laddove si presentassero situazioni difficili quali, per esempio, cedimenti della linea di combattimento. Gli elementi dei Battaglioni, a causa della fluidità del fronte e soprattutto dell’avanzata alleata progressivamente in atto, saranno impiegati in varie zone e cioè lungo la strada provinciale Nettunense, in prossimità di Pavona, Cecchina, Pomezia, nelle zone dell’Acquabona, Pian di Frasso e Campo Jemini. Il 30 maggio gli uomini del Reggimento, o forse è meglio chiamarli i ragazzi, vista la loro giovanissima età avranno i primi contatti con gli angloamericani che oramai, sfondato a Montecassino stanno dilagando verso Roma. Il reparto viene dispiegato su di un’area vastissima che va dal mare fino ai colli Albani per intervenire laddove ve ne fosse bisogno e coprire la ritirata agli alleati tedeschi. In particolare il 1° Battaglione del Magg. Rizzatti e il 2° Battaglione del Capitano Recchia vengono dispiegati tra la Laurentina e l’Ardeatina per coprire la ritirata della 4° Divisione paracadutisti al comando del Col. Trettner, mentre l’Azzurro, il 3° Battaglione, viene posizionato tra Pavona e Cecchina. Il 1° giugno nella zona di Ardea, Nettunense, Pratica di Mare i Paracadutisti si scontrano con le unità corazzate britanniche e, stante la evidente superiorità nemica ripiegano, nella giornata successiva, su Castel Porziano, Casale Capocotta e Acilia. Nel corso dei primi combattimenti, nella zona di Carroccetto, il Ten. De Santis ed i suoi uomini della 6ª Compagnia, riescono a prendere prigionieri i militari americani di un’intera compagnia del 157° Reggimento che, non appena si rendono conto di essere stati catturati da un reparto italiano, non riescono a crederci, non pensando che vi potessero ancora essere italiani in armi contro di loro. La 7ª compagnia del Battaglione Nembo il 3 giugno si sacrificherà, quasi al completo, nella zona del "Fosso dell’Acqua Bona". Alla Compagnia è stato dato ordine di riprendere una località abbandonata da un reparto tedesco la sera precedente. Tale obiettivo, posizionato in un posto sopraelevato, dovrà essere mantenuto fino alla serata. Che l’attacco dal basso verso l’alto presenti notevoli difficoltà è noto anche a chi sia completamente digiuno di cose militari, eppure i paracadutisti scattano come un sol uomo, effettuando l’ultima parte del combattimento, una volta arrivati in cima, all’arma bianca, in un furioso corpo a corpo. Tra i caduti vi sarà Ferdinando Camuncoli che giovanissimo darà la sua vita in difesa di Roma, guadagnando per la sua morte la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. I pochi superstiti della 7ª Cp. lasceranno la cima, duramente conquistata, e si dirigeranno su Pomezia solo in seguito al contrattacco del pomeriggio che sarà supportato da un nutrito fuoco di artiglieria. Nella stessa giornata gli uomini della 7ª saranno impegnati in combattimento, insieme a quelli dell’89° nelle zone di Zolforata, Poscarello e Fosso dell’Acqua Bona. I tre battaglioni del "Folgore", a partire dalla sera del 3 giugno, vengono designati a difendere, dall’avanzata delle Divisioni britanniche 1ª e 5ª, il tratto che va da Castel Porziano ad Acilia e da Castel di Decima a Malpasso. Il duro dei combattimenti inizierà però il giorno successivo, il 4 giugno, data in cui il reparto verrà impiegato, per circa otto giorni, come retroguardia ad Acilia, Infernetto, Castel Porziano, Castel Fusano, Castel di Decima e Malpasso, al fine di tentare di fermare, per quanto possibile, l’incontenibile avanzata angloamericana che viene supportata da un’incredibile quantità di mezzi terrestri ed aerei. I parà del Nembo, del Folgore e dell’Azzurro, insieme ai marò del Barbarigo (…) si schiereranno lungo la Nettunense, la Pontina, la Laurentina, l’Ardeatina e l’Ostiense a coprire la ritirata dei camerati tedeschi che, in seguito allo sfondamento della Gustav, hanno ricevuto ordine dal Maresciallo Kesserling di ritirarsi. In tale occasione, nella giornata del 4, vivrà momenti di gloria la 10ª Compagnia del Btg. Azzurro che nella zona di Acilia si scaglierà con inaudita veemenza all’attacco delle truppe avanzanti. Il comandante del reparto Ten. Ortelli, dato per morto, sarà recuperato dalla sanità americana ed avviato in campo di concentramento. Altri accaniti combattimenti saranno sostenuti nell’area di Castel Porziano e dell’Infernetto dai parà del 2° e 3° battaglione. A Castel di Decima i folgorini riusciranno addirittura a fermare i reparti della 5° Divisione di fanteria britannica che avanzano verso la capitale. E proprio a Castel di Decima, nella zona di Fosso Malpasso, che nel pomeriggio di domenica, 4 giugno, troverà la morte il maggiore Carlo Rizzatti. Rizzatti, al comando dei resti del battaglione Folgore, nel tentativo di fermare l’avanzata degli Sherman del 46° Royal Tank Regiment, si lancerà contro i bestioni d’acciaio sparando con il mitra e lanciando bombe a mano. Sarà falciato da una raffica di mitragliatrice sparata da un carro. Il suo gesto non è stato dettato dalla disperazione, ma dall’ardimento. Il generoso slancio dell’ufficiale paracadutista, ormai ultracinquantenne (è nato a Fiumicello – UD - il 30.01.1892) è scaturito dalla necessità di tentare di sbloccare, a vantaggio del proprio reparto, una situazione oramai resasi insostenibile e che vede pochi uomini affrontare i potentissimi corazzati americani. Per questo motivo l’anziano maggiore uscirà dalla grotta ove ha sistemato il suo comando e, insieme al suo portaordini, il diciottenne Massimo Rava si sacrificherà attaccando i mezzi cingolati nemici in un assalto disperato, ma non inutile, in quanto così facendo creerà un diversivo che darà una possibilità di salvezza ai suoi ragazzi. Rizzatti ha un figlio, Alessandro, effettivo del Btg. Nembo. La sorte ha voluto che lo incontrasse poco prima del suo nobile gesto, per scambiare un ultimo affettuoso abbraccio. All’anziano ufficiale sarà concessa la Medaglia d’oro alla memoria con la seguente motivazione: "Comandante del 1° Battaglione Paracadutisti, che dal giorno dell’armistizio aveva strappato al disonore e aveva guidato contro l’invasore in Sardegna(2) ed in Corsica; lo guidò ancora nell’eroica difesa di Roma, infondendogli il suo entusiasmo, la sua fede, il suo valore. Attaccate le sue posizioni da forti nuclei di carri armati e fanterie appoggiati da un intenso fuoco di artiglieria, dava l’ordine del contrassalto e con indomito coraggio si slanciava egli stesso fra i primi. Cadeva poco dopo colpito mortalmente. Il suo ultimo pensiero fu per la Patria e per il suo battaglione. Mirabile esempio delle più alte virtù militari e civili, che fanno di lui un purissimo eroe, degno continuatore dei primi difensori della repubblica Romana. Castel di Decima, 4 giugno 1944" Il coraggioso e furioso attacco di Rizzatti che uscirà da una grotta, ove ha sistemato il suo comando, come una belva rabbiosa, creerà un momento di incertezza tra i carristi nemici, i quali mai si sarebbero aspettati un attacco portato praticamente a mani nude contro i loro carri. In prossimità del luogo ove Mario Rizzatti lascerà la vita una lapide marmorea reca, a suo ricordo, la seguente iscrizione: "Pro itala gente contra hostes bellique desultores militum ductor bello strenuissimo ad Urbem defendendam Mario Rizzatti ".(3) L’assalto di Rizzatti darà la possibilità al Cap. Sala ed ai suoi circa 60 uomini, del nucleo di riserva tattica, di attaccare e bloccare la colonna corazzata. Sala, con inaudita prontezza d’animo, colpirà con un Panzerfaust prima il carro di testa e poi, riparandosi dietro un muretto a secco che costeggia la strada, risalirà tutta la colonna per andare a colpire il carro di coda, operazione che di fatto bloccherà il lungo serpente d’acciaio costituito dai carri che saranno poi attaccati ed incendiati dai paracadutisti. Il sacrificio di Rizzatti e l’azione di Sala ritarderanno di alcune ore l’avanzata nemica, oramai lanciatissima verso Roma. L’ultimo disperato ripiegamento dei folgorini che tenteranno di traghettare il Tevere per mettersi in salvo, sarà coperto da un’esigua squadra composta da una decina di elementi comandati dai Tenenti Caporiccio e Cundo che si apposterà al crocicchio della strada Spinaceto - Tor de' Cenci ed effettuerà il ripiegamento, verso l’Eur di Roma, solo dopo aver combattuto strenuamente. Il Folgore conterà, al termine dei combattimenti, 82 caduti e 148 feriti, mentre vi saranno 450 tra dispersi e prigionieri. Il labaro del 3° Btg. Azzurro verrà decorato con Medaglia d’argento al v.m., la bandiera del 1° Rgt. Folgore riceverà una Medaglia di bronzo al v.m., mentre i labari del 1° Btg. Folgore e del 2° Btg. Nembo verranno fregiati con una croce di guerra al v.m. Ai singoli paracadutisti saranno assegnate al valor militare 3 Medaglie d’oro (di cui una a vivente), 18 Medaglie d’argento, 44 Medaglie di bronzo e 54 croci di guerra, mentre le promozioni per merito di guerra ammonteranno a 20. Da fonte tedesca, arriveranno 1 croce di guerra di 1ª classe e 25 croci di 2ª classe.

Tre compagnie del "Folgore" resteranno presso la Scuola di Spoleto e non raggiungeranno il fronte.
Il magg. Mario Rizzatti alla data dell’armistizio è in Sardegna con il 12° Battaglione Paracadutisti del 185° Reggimento Nembo. Con il suo reparto rifiuta la vergogna armistiziale. Ai paracadutisti si uniscono una batteria del 184° Artiglieria ed un plotone di mortai da 81. Il reparto di Rizzatti, comandante in testa, si schiererà in terra sarda con la 90ª Divisione Panzergrenadier e successivamente traghetterà alla volta della Corsica ove il Nembo sosterrà duri combattimenti. Quasi contestualmente, in continente, il Capitano Edoardo Sala, comandante di un reparto del 3° Battaglione del 185° Reggimento Nembo farà una scelta simile a quella di Rizzatti e affiancherà i suoi uomini a quelli della 29ª Divisione Panzergrenadier, combattendo prima a Salerno contro gli alleati sbarcati nel corso dell’operazione Avalanche, e poi ad Altavilla a fianco dei Paracadutisti tedeschi della 1ª Divisione. Gli uomini della Nembo, non sono gli unici paracadutisti a ribellarsi all'armistizio. Assumeranno una uguale posizione anche alcuni parà del Ciclone, reparto in preparazione presso le scuole di Tarquinia e Viterbo, nonché elementi degli A.D.R.A. (Arditi paracadutisti Regia Aeronautica), elementi degli N.P. (Nuotatori Paracadutisti) del San Marco di base a Tarquinia / Porto Clementino e uomini delle compagnie 122° e 131° appartenenti al X Reggimento Arditi. Con la costituzione della R.S.I. saranno predisposti appositi centri di reclutamento per paracadutisti a Firenze, ove verranno convogliati gli uomini che già hanno precedenti esperienze di lancio e combattimento e a Roma, Milano, Lucca e Padova per i volontari novelli alle esperienze di lancio. I Reparti di paracadutisti della R.S.I. passeranno alle dipendenze dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana, seguendo in questo il modello tedesco. Riusciranno a sfuggire a questa regola solo il Btg. Nuotatori Paracadutisti della X MAS e il Btg. "Mazzarini" che sarà un reparto paracadutisti della Guardia Nazionale Repubblicana. Grazie a contatti intercorsi tra i vertici militari Repubblicani e quelli tedeschi e grazie soprattutto al forte ascendente che Rizzati ha sugli alleati germanici, tra i quali anche personaggi di alta levatura militare, questi ultimi acconsentiranno a cedere, ai neocostituiti reparti di paracadutisti italiani, materiale acquisito dopo l’otto settembre come materiale di preda bellica, nonché materiale d’armamento tedesco, impegnandosi contestualmente a fornire gli istruttori per la preparazione dei nuovi volontari italiani che tra ottobre e dicembre 1944 affluiranno a centinaia presso i punti di arruolamento e specialmente a Roma. A dicembre viene inviato alla scuola di lancio di Friburgo, in Germania un gruppo di 150 allievi paracadutisti al comando del Capitano Fernando Giannoni che morirà saltando dall’aereo durante un lancio di addestramento presso la scuola tedesca al quale, benché febbricitante, avrà voluto ugualmente partecipare. Solo nel dicembre del 1943, dopo aver peregrinato per varie sedi provvisorie nelle quali sono stati addestrati ed equipaggiati alla meglio, i volontari tutti, circa mille, saranno trasferiti al Centro di Addestramento Paracadutisti di Spoleto, ove saranno presenti una quarantina tra ufficiali e sottufficiali tedeschi istruttori appartenenti al Nucleo di Istruzione dell’XI Fl. Kps. Gli Ufficiali frequenteranno, invece, i corsi di istruzione alla Scuola per Ufficiali di Stato Maggiore Paracadutisti di Le Courtine (Avignone) e i corsi alla Scuola di Tattica per Paracadutisti di Città di Castello (PG). Nel successivo gennaio 1944 entrerà in funzione la scuola paracadutisti di Tradate diretta dal Col. Edvino Dalmas che a differenza di quella di Spoleto, pur operando sotto il controllo tedesco, per l'addestramento degli uomini utilizzerà istruttori italiani con precedenti e fattive esperienze in quanto hanno prestato servizio presso le scuole di Viterbo e Tarquinia. Secondo i rigidi programmi tedeschi la preparazione dei singoli paracadutisti e di un intero grosso reparto a livello di reggimento, quale è il Folgore, avrebbe richiesto circa cinque mesi di preparazione. Il dovizioso programma addestrativo germanico sarà purtroppo interrotto, per alcuni, dalla inderogabile necessità di destinare uomini nell’area a nord di Nettuno Anzio, per tentare di porre un freno all'avanzata degli alleati.
Mi si permetta di azzardare una traduzione: "Al comandante Mario Rizzatti, caduto dopo uno strenuo combattimento in difesa di Roma, nel nome della gente italica contro i nemici e i traditori".
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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Gio 25 Mag 2017 - 12:34

Ranger Lungan ha scritto:
Grandi complimenti all'amico romano per il lavoro!!! Sia modellistico, che meccanico e pure di riprese.... Davvero gustose da ammirare!!!

...

Sven... attorno all'anno 1000 non ricordo circolassero gli Sherman... lol!

Grazie mille Ranger cheers

Per il 1000 abbi abbi pazienza .... Era l'ora tarda, il nove è vicino allo 0 e 1906 è diventato 1006 lol!


Ultima modifica di met5 il Gio 25 Mag 2017 - 12:41, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Gio 25 Mag 2017 - 12:39





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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Gio 25 Mag 2017 - 13:12

Ranger Lungan ha scritto:
Come disse un famoso giornalista:

"Quando non conosco un argomento, lo tratto in un articolo e attendo l'indignata risposta del lettore informato che mi spiega tutto!"

lol!  lol!  lol!

... non mi sarei aspettato una risposta meno intelligente. Very Happy

lol!

.
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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Gio 25 Mag 2017 - 13:26

.

.... per met5:

I complimenti fanno sempre piacere, quando è il magister che si sbilancia si passa direttamente all'estasi mistica lol!

L'ora in cui il soldato Sven ha postato la risposta (l'una del mattino) fanno pensare ad abbondanti libagioni accompagnate da liquidi alcolici. Questo assieme alla benevolenza per il nordico cecchino blocca la consegna di rigore che altrimenti lo avrebbe immediatamente colpito


... i complimenti te li sei meritati Very Happy  le libagioni in tarda ora sono i residui di una conferenza sull'industrializzazione del primo novencento ... accompagnate da accurate descrizioni meccaniche di turbine Keplen e Francis impiegate sulla fornitura elettrica ... una sbornia culturale costata alcune settimane di indagini visitando antichi impianti adiacenti al fiume Lambro autentica miniera di storici opifici importanti per lo sviluppo socio economico sul territorio ...

Un complimento dovuto lo meriti sulla forbita e completa descrizione delle azioni della Decima in (centro Italia) chiara ed esauriente. Informazioni che onorano l'interesse sul forum Lavelli's che non si è mai occupato soltanto di modellismo ignorando la cultura in generale. cheers  cheers  cheers

.
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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Gio 25 Mag 2017 - 20:53

Sven Hassel ha scritto:
...completa descrizione delle azioni della Decima in (centro Italia) chiara ed esauriente...

Non ha ancora smaltito la botta il nordico affraid affraid affraid affraid

Le azioni della Folgore...... Decima è il nome del carro che ho costruito e che ho così battezzato in ricordo degli scontri di Castel di Decima (alle porte di Roma) Sleep Sleep Sleep
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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Lun 29 Mag 2017 - 17:37

Venerdì il processo di verniciatura ha subito una botta di arresto:

acquistato dalle amabili signore un prodotto Vallejo pronto per l'aerografo mentre dipingevo l'aeropenna si è intasata.... rifiutandosi di spruzzare ancora. Mario non ha apprezzato molto



Ero stato messo in guardia da questo pericolo, cercando di evitare questa eventualità ai confini del disastroso.

Smontare non è un problema, rimontare è il bello. Far funzionare è l'arte.

Il colore era risalito indietro lungo l'ago. Smontare pulire, cercare di non perdere nulla.

Rimontato il tutto sembrava funzionare.... sembrava. Prima il colore usciva sempre, poi non usciva più. Capiti i meccanismi alla fine il funzionamento è tornato regolare.

Visto che lo stato di confusione mi aveva stancato ho approfittato per dare una riassettata al mio armadio-laboratorio. Non è il massimo, ma è il meglio di quanto riesco a fare.





PS: Volevo dare una ravvivata al bianco delle croci su Decima, ed alla scritta Beute sulla fiancata sinistra. Sono diventate alla fine troppo poco visibili..... Sven tu che ne dici?! Userei un pennarello a punta fine ... magari non bianco ... sull'avorio.
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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Lun 29 Mag 2017 - 20:47

.


..... il VERO artista, autentico, non sa considerare nessuna opera conclusa .... dicasi, salito sulla collina, ridiscendo a valle per riprovarci, stupidata solenne da non rifare ...




....... osserva il tuo stesso lavoro con attenzione. Hai distribuito da maestro l'effetto reale sul musone e meno evidenziato sulle croci laterali lasciando le altre sulla torretta più visibili. Polvere terriccio e altro si trovano sul senso di marcia e in basso. L'eventuale ritocco elimina un realismo che se non l'hai cercato il tuo istinto l'ha fatto per te. Senza inventarmi niente, quello è un tank appena uscito da azioni belliche per nulla esagerate, simile a qualunque carro da combattimento e le fotografie d'epoca lo provano. Stonano i carrettini tirati a lucido, minkiate e ciofeche mostrati come trofei di bravura ... lo Sven ci piscia sopra classificando l'idiozia come una perdita di tempo, dove il modellismo non trova nessun credito .......

So di essere pesante e di parlare al vento (dopo oltre una decina d'anni) ancora trionfa l'incapacità di esprimere l'evidenza che poi sarebbe "copiare" il meglio e non perseguire il mediocre.

.... sulla ragione che la penna ad aria ha fatto i capricci, dici di avere risolto ...................... ?? Balle.

Non so che colori usi, prima di sparare colori riempila di acqua o solvente, diluisci parecchio il colore dopo averlo filtrato al 5000 e spruzza sul cartone finchè "padroneggi" l'utensile maledetto. Con la temperatura in aumento dovresti usare un ritardante per fluidificare operazioni di verniciature lente ... il cimento diretto sul figurino, ascoltando il brontolio dello Sven, intanto che caricava il Mauser da cecchino, aspettati un calibro nove parabellum nella chiappa. Fatti un disegno di Mario e dipingi il disegno, se lo toppi alla grande hai un primo risultato indecente. Fanne una decina, e noterai come si migliorano tra di loro. Mario sarà molto riconoscente. Non ho finito: sei partito dall'uniforme, errore, si parte dall'incarnato, sempre dalle parti difficili, mai dalle facili che sono quelle che sono e mai realistiche, anzi più logore e provate, sporche e lacere e più si ammirano ... un paio di strappi sul pantalone ce l'avrei fatto ...



....... è qui che lo Sven rompiballe ti vuole bounce bounce bounce





Attento non sono eccezionali e mancano di profondità indipendentemente dalla luce e ripresa ed è interessante come l'ultimo incompleto mostra la sequenza d'interventi.

.......... datti nà guardata

http://carrirc.attivoforum.com/t416-artistic-figur

... il pop corn non mi piace, occuperò la prima fila con del porto freddo e cioccolato nero ... buon lavoro ...

.
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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Mar 30 Mag 2017 - 0:38

Ricevuto forte e chiaro cheers

Quando ho scritto di aver risolto con l'aeropenna intendevo dire che ora sembra funzionare correttamente. Usarla è un altro paio di maniche....

Domani giochiamo col cartone lol!

Strepitose le immagini del link postato affraid grazie study
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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Gio 1 Giu 2017 - 18:34

Mario è stato ripreso di sana pianta, il colore azzurrino della divisa della Folgore era difficilmente scuribile. Inoltre pennello ed aerografo difficilmente vanno d'accordo. Il pennello spicca troppo.

Inoltre le tinte proposte in commercio sono impresentabili.

Rifatta la divisa, le scarpe, pugnale & fondina. Maglione.

Martedì tocca all'incarnato ed ai capelli.

Quindi le rifiniture ed invecchiamento.

Dal vivo è abbastanza credibile:



Buon weekend end lungo a tutti!

PS: lavorando tra i 28 ed i 30 gradi anche diluendo al 200% l'intasamento dell'aerografo è dietro l'angolo. Ma oramai non è più un problema smontarlo tutto e rimontarlo lol!
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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Gio 1 Giu 2017 - 18:52

.

.... la divisa dei carristi era un azzurro marcato, o sbaglio??




Era una tuta da lavoro per meccanici.

Buon ponte pala rotante cheers cheers cheers

.
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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Gio 1 Giu 2017 - 20:13

Sì, ma la divisa dei pará era un grigio azzurro

Buon ponte lungo nordico!
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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Gio 1 Giu 2017 - 22:26

PREMESSO CHE: ogni volta che vengo su sto forum devo autenticarmi anche se questa operazione dovrebbe essere eseguita in automatico, cosa che non è ed è lo stesso motivo per cui non rispondo, se vogliamo discutere sull'ultimo figurino probabilmente dobbiamo avere visto prima il film "AVATAR" per esprimere un giudizio. Nella scala 1/16 l'areografo non esiste se non per la mano di primer. Dopo di chè vai ad olio, acrilico, tempera.........que.....l ca......zzz.....o che ti pare ...................è solo un esercizio di manualità che lo hai o NON lo hai, punto e basta !!!!!!!! Del resto non facciamo tutti Michelangelo di cognome, altrimenti di cappelle che si strinano ce ne sarebbe più di una.
Detto questo disquisire sulla giusta tonalità di colore appare piuttosto superfluo.
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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Gio 1 Giu 2017 - 23:04

Grande! Sempre sanguigno il nostro Luca  cheers

otto skorzeny ha scritto:
PREMESSO CHE:  ogni volta che vengo su sto forum devo autenticarmi anche se questa operazione dovrebbe essere eseguita in automatico...  

Vero, da cellulare capita anche a me. Ignoro il perché ma mi adeguo.

otto skorzeny ha scritto:
....se vogliamo discutere sull'ultimo figurino probabilmente dobbiamo avere visto prima il film "AVATAR" per esprimere un giudizio...

Luca perdonami ma da Bastian Contrario ho iniziato dalla tuta e finirò con l'incarnato..... esattamente il contrario di quello che ho visto sui tutorial in rete.

Ti giustifico il perché: se mi faccio il mazzo per fare il volto e poi per fare la tuta sbafo sul già fatto....mi sparo sulle palle! Viceversa se nel fare il volto sbafo sulla tuta riprendere è molto più semplice.

Detto questo alla fine Mario sarà un bel rosa terrestre

otto skorzeny ha scritto:
Del resto non facciamo  tutti Michelangelo di cognome...

Al limite Buonarroti lol!

Comunque mi ritengo allineato con le tue affermazioni. Dante è un artista con l'aerografo in mano..... Io non lo sarò mai. Posso pasticciare..... Improvvisare.....ma a quel livello ci si nasce non si diventa affraid

Tranquillo che dopo questo figurino torno al mio ambiente naturale: cuscinetti, viti, bulloni etc etc etc.

Ciao Parmense!
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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Ven 2 Giu 2017 - 10:41

.

...... scoltate ammia, ommini di poca fede postulando limiti inesistenti (quali:  ogni volta che vengo su sto forum devo autenticarmi anche se questa operazione dovrebbe essere eseguita in automatico...) per non dire (l'areografo non esiste se non per la mano di primer) e qui perdono l'effetto caldo parmense che può intorpidire anche una mente brillante .....

Lasciamo fuori discussione i "pittori" e se vogliamo i figurini che mi sono sempre stati sul cazzo se estremizzati al punti di immaginarli "umani" sono pupazzetti, compresi gli uno e sei, e li considero un esercizio modellistico d'abilità individuale e personale non certo facile ma utile per imparare qualcosa come esperienza.

... a me il pennello non dispiace, e l'areografo l'ho usato per vent'anni, con l'acquarello può scrivere e con mano abituata diventa preciso come un rasoio. Prediligo, anzi ho prediletto la stesura dei colori soffiandoli, la vernice pennellata non mi piace più di tanto ...



... di pennello c'è solo il verde e le cuciture in inchiostro





...... detto per inciso, mi sono occupato di figurini per dedicare solo del tempo





..... impedire sbavature di vernici dove non si vogliono, basta la carta gommata



............... verniciare un figurino è una cosa, modificarne le proporzioni quasi una scultura



... (ma a quel livello ci si nasce non si diventa affraid) balle, ho impiegato mesi prima di padroneggiare appena con decenza l'infernale strumento grafico ...

.dal mio punto di vista non ho ritenuto il figurino uno scopo d'arte.



.
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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Mer 7 Giu 2017 - 18:34

Un piccolo passo per un modellista, un grande passo per Mario:

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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Mer 7 Giu 2017 - 18:51

.


................. eeeeeeeeeeeeeh, non sei contento del risultato??

In seguito con l'uso e la pratica dell'aerografo con poche sfumature d'ombra Mario sarà ben felice d'essere il tuo primo figurino. Ricordi il primo carro, avevi mille dubbi per arrivare al capolavoro, chi ben comincia è già alla fineeeee ........

Ola romano cheers cheers cheers

.

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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Mer 7 Giu 2017 - 20:51

In passato sono stato anche figurinista, pertanto ogni cosa deve trovare la sua giusta collocazione.



Il figurino o volgarmente soldatino trova la sua massima espressione in taluni personaggi particolarmente dotati, vedi foto allegata.

A uno possono stare sul belino i "pittori" che,  però ed invece, se dipingono un figurino anzichè su un muro sono pur sempre dei modellisti.

Non è possibile distinguere l'arte dal modellismo e viceversa è solo una questione di imporsi dei limiti.

Se  il soggetto principale è un carro, il figurino diventa un complemento e come tale accettato sul grado di finitura. Il meglio si avrebbe potendo unire le due massime abilità, cosa non da pochi tanto è che alcuni (leggi Lucio Cecchetti) completano le proprie opere con altre opere di mano altrui (vedi motocarro Benelli).

Venirmi a dire che un soldatino si dipinge tranquillamente ad aerografo ci può anche stare, dopo di chè dobbiamo anche accontentarci del risultato raggiunto, ovvero un complemento di una cosa principale sulla quale  si deve focalizzare l'attenzione.

Detto questo non voglio certamente iniziare la crociata del figurino ma mi sembra corretto attribuire la giusta dimensione ad ogni cosa, tenendo sempre presente che nessuno nasce imparato e che il sapere delle cose nasce solo dall'esperienza.

Se vogliamo fare carri facciamo carri, se vogliamo dipingere soldatini impariamo a farlo.
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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Mer 7 Giu 2017 - 22:44

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..... scolta ammia parmense, conosciamo entrambi la differenza che passa tra la 500 e la Ferrari, vale a dire tra una semplice divisa militare e un'opera d'arte ..... la mia prima 500 non me la sono dimenticata nemmeno guidando una Ferrari .....
Very Happy  Very Happy  Very Happy

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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Gio 8 Giu 2017 - 10:33

[quote="otto skorzeny"]In passato sono stato anche figurinista, pertanto ogni cosa deve trovare la sua giusta collocazione.



Queste cose mi mandano in depressione modellistica, mi viene da prendere in mano il calibro affraid
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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Gio 8 Giu 2017 - 12:34

@ Luca: non ti dirò che è bellissimo..... Lo sai già. È una meraviglia

@ Sharky63: beato a te! A me viene voglia di prendere la pala ed andare a spalare la terra

lol! lol! lol!


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otto skorzeny



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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   Gio 8 Giu 2017 - 18:37

Che sia una meraviglia già lo so Fabio, purtroppo non è opera mia...................io volavo molto più basso Cool Cool Cool
Per la cronaca questi sono pezzi dipinti dai russi - nel caso per la modica cifra di $ 10.000. Avete letto bene, evidentemente c'è qualcuno che li può spendere per un soldatino.
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MessaggioTitolo: Re: Sherman 105mm Howitzer 1/16 WIP   

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