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 Cartella Anonimi.

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Sven Hassel

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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Lun 3 Ott 2016 - 15:51

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…… ebbravo lo Sven che attira l’attenzione sul Lavelli a spese dell’interesse di anonimi su di te , sei un modellista arcinoto, vai su internet e cerchi sven modellismo e salta fuori un ben di Dio a non finire , chi può vantare la tua attività ? Nessuno, e nemmeno sull’abilità di comunicatore , chi ha pensato d’ascoltare anonimi e una sfilza di conoscenti  per un sondaggio d’opinioni ? Nessuno . E dove metto l'artista ? Un grande cervello abbraccia  ogni attività da vincente e chi non la vede nel suo paniere si domanda come riesci sempre a trovare la novità , che tu chiami innovazione . Con la chiacchierata ho trovato il tuo forum , è il solo che merita il passaggio e poi è divertimento puro leggere risposte a domande che neppure riuscirei a formulare , figuriamoci a rispondere .  Sai navigare dentro argomenti come un provetto rematore ,  di molti non ne sapevo neanche la fonte e sai che mi manca ? Uno dei tuoi racconti ? Quelli sulla guerra li ho spalmati su carta da leggere prima di dormire , non hai qualcosina di carino da postare per una anonima non tanto sconosciuta , dai fruga nei cassetti sii buono grazie .


… ebbrava l’anonima, che si fa viva uscendo dalla fiaba della principessa sul pisello di Hans Christian Andersen, eccome se ti accontento e stavolta senza il soldato ordinario ammazzasette. E’ comunque firmato Sven il Pinocchio a suo modo, fattelo piacere e mi dirai se ha risvoltato il Collodi nella tomba, Grazie a te per la piacevole sorpresa. Un abbraccio …

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Pinocchio.

… secondo lo Sven.

Il che avvisa di usare il cento per cento dell’intelletto per comprendere quanto della fiaba del Collodi non avete capito. Perché capire è riservato a pochi, attenti, lettori, e comprendere l’opera dell’autore nel senso di saperne duplicare il messaggio intrinseco, nascosto, è per pochissimi alienati personaggi che della comunicazione culturale ne fanno il baluardo portabandiera sulla cultura riservata ai soli eletti.

… che lo Sven non lesina affermazioni di stampo assolutistico, e che usi un linguaggio adatto a pretesa d’altri “umile” è un dato di fatto ormai scontato da anni. Lo Sven o lo ami o lo odi, l’hanno coniato altri e chi non lo può soffrire eviti d’interessarsene attirato spasmodicamente sul quel che scrive …

La premessa per quel che segue l’ho data, il resto è a vostro completo rischio, se non possedete un alto quoziente d’intelligenza veramente allargato (intendo l’uso dell’apparato cervellotico esteso a trecentosessanta gradi) lasciate stare il contesto il cui lo Sven indaga sulla vostra completa ignoranza.

… la fiaba del Collodi l’avete ascoltata tutti quanti e nessuno l’ha potuta evitare in tenera età e nel seguire il corso degli anni la crescita individuale si è trovata nelle identiche condizioni del povero burattino di legno, costruito da un povero falegname che dal suo ultimo ciocco di legno cercò di scolpire la natura umana, un vero genio nell’artigianale, semplice, messaggio, di dare all’umanità una risposta che nella sua geniale trovata supera di un’enorme distanza la stessa genesi che descrive l’uomo una forma di fango modellato in cui un dio immaginario dona il soffio della vita. Mastro Geppetto non è dio, è un poveraccio, un relitto umano, l’ultimo delle persone importanti senza nessuna ambizione d’essere persino preso sul serio, un personaggio molto simile allo Sven … una caricatura alle volte imprevedibile, sagace, foriero di svolte inaspettate, a modo suo fautore di verità sconcertanti, dissacratore di miti ma mai non veritiero …

Cos’è la verità?

… è un accordo fra un’associazione, un’aggregazione che decide che un asino vola alle tre di notte con la luna piena … cos’è la menzogna? E’ uno strano accordo con se stessi. La menzogna non ha nessuna necessità d’essere costruita in gruppo, basta che sia accordata nella sua in concretezza, nell’assurdità condivisa …

Pinocchio, quello del Collodi, il burattino (attenzione al burattino, perche lo siete) è di legno e se voi siete e vi sentite di carne viva, neppure conoscete come siete fatti, non sapete d’essere miliardi di cellule che si rinnovano ogni giorno e che morite ogni istante temendo la dipartita competa. Siete ignoranti, sei volte Pinocchio.

… Geppetto, il creatore, il falegname, lo scultore, parla con la sua opera di legno come fosse suo figlio, lo ama, si priva del necessario, forse anche dell’indispensabile, per vestirlo, nel tentativo di renderlo simile all’umana somiglianza di chi? Sua? …. Dio creò l’uomo a sua somiglianza, prese spunto il Collodi, sperando che la pubblica ignoranza potesse comprendere l’analogia. Macche! La sua fiaba, l’adulto istruito, intellettualmente forbito, la relegò all’innocenza fanciullesca, la dette alle balie, alle madri, da raccontare all’ingenuo pargoletto che del Gatto e la Volpe, il Paese del Balocchi, la coscienza parlante del Grillo, il virgulto innocente bambino, non ne capiva un accidenti ….. del resto nessuno dei padri e tanto meno le madri, seppero interpretare la profonda, rivelatrice morale di personaggi che il Collodi enunciava come immortali, e che ognuno avrebbe incontrato sotto altri vestiti, nel corso della vita … la Fata Turchina, Mangiafuoco, Lucignolo, quante volte li avete incontrati senza minimamente riconoscerli? Siete ignoranti per aver ignorato il significato della Fiaba del Collodi? Siete diventati ottusi e falsamente intelligenti per avere appreso dal sentito dire? Lo Sven della vostra smodata pochezza se la ride e va a nozze provocando in voi stessi la consapevolezza sul vuoto intellettuale miseramente ristretto in quando credete d’essere. Cosa siete? Non lo sapete. E non ambite neppure nel paragonarvi al burattino di legno, eppure siete diventati dei burattini e vi lasciate tirare i fili persino da me …

Avete una coscienza? Ascoltate una voce interiore che vi sussurra di dire quello che pensate e cosa fate? Pensate una cosa per dirne un’altra e siete diventati il Gatto e la Volpe. Il Grillo parlante vi dà fastidio e fate di tutto per calpestarlo, non volete il suo ronzio in testa, non volete ascoltare altri perché sapete tutto, mentre, sepolti nel nulla non sapete neppure “cosa” siete. Siete immensamente incapaci di ammettere una condizione agli antipodi del comune accordo accettato dalla massa. Accordo deciso da chi? Chi ha detto che siete nati sotto un cavolo, allo steso modo Geppetto presenta il suo burattino nato dalle sue abili mani di falegname. Avete accettato la fiaba come un’opinione collo diana, come avete accettato una scemenza distribuita da un’istituzione che edificò questa bufala millenni fa e che oggi ancora regge ascoltata da chi? Da masse di creduloni resi schiavi da un credo bugiardo? Da un asino volante, che se sostenuto e portato alla massima attenzione diventa realistico come le promesse politiche? Ascoltate fandonie inammissibili in ogni istante e siete rassegnati al bombardamento mediatico, tanto da non saper distinguere e neppure differenziare fra, chi dice del vero e di chi vi inganna. Siete diventati Pinocchio, il burattino di legno, con i fili per farlo ballare. Quante volte vi siete bruciati i piedi? Quante volte avete preso sonno di fronte alle fiamme? Quante volte vi siete appisolati, crogiolati, nell’ignoranza?

… per sentirsi veramente ignoranti bisogna trovare il coraggio di saperlo ammettere a se stessi. Chi si crede intelligente si trova in un punto fermo. L’intelligenza crea intelligenza, scava, indaga, scruta e usa la curiosità per sé, l’intelligenza si vede nell’individuo disposto a cambiare in continuazione, l’intelligenza aborrisce il conservatorismo, non ha paura di se stessa, osa dove altri esitano e se l’umanità “secondo il Collodi” la dipinge con un burattino di legno, si è fossilizzata da millenni senza nessuna speranza di tranciare i fili del burattinaio … che sarebbe Geppetto … e chi si affida a dio, con i fili della speranza, di che legno è fatto? Di un legno molle, passivo, dove lo scalpello incide la fibra e la lama sagoma la forma, meschina accettazione di un destino voluto d’altri condannati nelle mani d’incapaci scultori … le colpe dei padri ricadono sui figli, citano le scritture … alla Sven suona come: da cretini aspettarsi degli idioti, rende il tragico messaggio come naturale conseguenza ….

Siete nel Paese dei Balocchi o immaginate di trovarvi dove tutto è possibile, infatti, impazzite per la superficialità, siete vanesi e rincoglioniti di fronte all’ultimo giocattolo tecnologico, siete succubi del mattone sicuro e arriva un fesso che con un decreto toglie l’illusione e l’abitazione diventa una condanna. Giocate al di sopra le vostre possibilità allettati dall’avere senza limiti, non ci sono scrupoli nel rubare senza sapere che dovete rendere, siete avidi persino sui vostri stessi simili e vi scannate non appena si allunga la mano su quel che credete solo di proprietà, sapendo che la morte non porta ricchezza con sé. La compagna scelta è diventata una prigioniera e se cerca la libertà, la ammazzate. La credenza in deità inesistenti divide i popoli e neppure i secoli di storia sull’immonda ferocia perpetrata da una religione assassina, apre uno spiraglio d’indagine sul sospetto di trarvi nelle mani dei gatti e delle volpi? O volete che le istituzioni si vestano come i personaggi di Collodi per risvegliare l’attenzione d’essere presi per il culo e che questa parte vi appartiene?

… l’insidia e il tradimento arrivano sempre dalle persone vicine. Lucignolo si veste da parenti, amici fidati e dagli stessi familiari, dove per primi infliggono ferite lasciando le cicatrici a vita. Lucignolo è la scuola che non insegna, è la chiesa che non crea i santi, è la politica che non governa. Lucignolo è la parte avversa di Pinocchio, facile da tentare e il burattino si lascia tirare i fili da se stesso … è fin troppo facile mentire, diventare bugiardi per convinzione e Pinocchio con le bugie si allunga il naso da solo. La Fata Turchina gli parla di bugie con le gambe corte e di bugie dal naso lungo, esempi che il burattino subisce continuando a mentire. Il burattino di legno non capisce che s’inganna da solo. Un bugiardo è del tutto simile a Pinocchio, non sa che s’inganna ancor prima d’ingannare altri e che diventa la vittima si se stesso. Vittima dal naso lungo o gambe corte non nasconde i suoi inganni. Pinocchio è un pezzo di legno sgrezzato da Geppetto, con sembianze da burattino che diventa un bambino umanizzato, dopo tormentate avventure che lo cambiano dentro … subisce e accetta la conversione guadagnata imparando a sue spese la retta via, aiutato da personaggi incontrati fin troppo importanti per la sua crescita. Mangiafuoco lo aiuta dove il Gatto e la Volpe lo ingannano derubandolo, la Fatina lo salva dall’impiccagione e lo cura amorevolmente, Geppetto si priva del poco che possiede per lui, il Paese dei Balocchi si rivela in tutta la sua falsità una trappola per gonzi … la vanità umana non ha limiti nello sprofondare nel superficialismo, anzi ne gode mostrarsi nel centro dell’attenzione come l’esempio da seguire e questo spettacolo nel Paese dei Balocchi lo assistiamo tutti i giorni bombardati dai tolschow, dalle soubrette in vendita, da conduttori pagati per annunciare slogan, da politici mangiasoldi, da filoni pubblicitari ingannevoli … Pinocchio trionfa impunemente e la Favola diventa realtà agghiacciante … e voi tutti ne fate parte …

Pinocchio è attratto e respinto, come un frustrato in cerca di modelli a cui assomigliare, è uno che non si riconosce in sé, come molti individui in cerca di soggetti da imitare, perché secondo loro associarsi significa “nascondere” la propria asocialità (chi mai penserebbe che l’asociale cerca nella socializzazione quanto più gli manca?) L’eterno insoddisfatto si enuncia mettendo se stesso al centro delle attenzioni fingendo buonismi per attenti calcoli d’alleanza e se incontra chi lo sbugiarda, si ritira dalla scena impermalito per essere stato scoperto. Pinocchio ritorna più volte sui suoi errori, non ascolta il Grillo Parlante, la sua coscienza esterna al duro legno, segue l’illusione, le promesse, il Gatto e la Volpe sono i suoi paladini per le scelte sbagliate, neppure Geppetto e tanto meno la Fatina sono ascoltati come persone fidate. Si può dire che Carlo Lorenzini, l’autore della fiaba, conoscesse molto profondamente l’indole umana propensa al continuo fallimento, completamente assente nel seguire l’intimo di se stessa.

… la trasformazione del burattino diventato un bambino umano, insegna la redenzione, la presa di coscienza d’essere un qualcosa oltre la legnosità ereditata dalla propria natura. Un ciocco scolpito assume le sembianze umane avvicinando una parte di sé che cerca ancora di capire e scoprire altro, perché la vita non ha come fine ultimo la semplicità della morte fisica, ma la ricerca non certo del burattinaio com’è indicata per mortificare l’anima immortale. La morte diventa il fallimento dello spirito se manchi quello che veramente sei … Pinocchio si trasforma, la conversione lo porta sul lungo cammino della scoperta di se stesso, riconosce i suoi errori, piange lacrime amare per non avere saputo rendere il bene a chi l’ha amato. Il burattino si trasforma in un asino, sprofonda nell'animalità, perde la dimensione umana, ebbene: quante volte siete caduti nelle sembianze di un asino? O vi siete consolati nella nobiltà della sua pazienza? Pinocchio uccide il Grillo Parlante, si priva autonomamente della sua coscienza. E’ sempre senza responsabilità, non ha nessuna abilità nel dare risposte sulla sua persona, è di legno e si comporta come un burattino, i suoi fili li tirano gli altri e si lascia docilmente accompagnare come una canna piegata dal vento … la fiaba rivisitata mostra un contenuto “poco adatto” per i bambini, sono chiari gli avvisi inseriti che soltanto l’adulto maturo, esperto, ha vissuto sulla pelle e capisce il messaggio che Carlo Lorenzini intende dare con la sua Fiaba alla gente del 1883. Cos’è cambiata nella natura umana da oltre un secolo? Niente, o peggio si è ulteriormente incancrenita nella pubblica ottusità?! E’ vero che l’uomo sa soltanto adattarsi per sopravvivere nei tempi, ma non si evolve neppure di un soffio? L’umanità è cristallizzata come un prodotto finito fin dalla sua comparsa sul pianeta, e Collodi “inventa” la metafora del burattino di legno, scolpito da Geppetto, bistrattato dal Gatto e la Volpe, accompagnato da Lucignolo, intollerante con il Grillo Parlante, ingrato con Mangiafuoco e con la Fata Turchina, con il messaggio della redenzione sulla scoperta dell’anima rinchiusa nella materia solida che trasforma Pinocchio in un bambino … lo spirito conquistato, l’entità dimenticata …

La domanda è: siete contenti d’essere Pinocchio?

Archivio personale n° 912. 16-3-2010




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Ultima modifica di Sven Hassel il Mar 4 Ott 2016 - 22:00, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Lun 3 Ott 2016 - 18:48

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Salve Sven non ci conosciamo ma siamo sugli stessi anni per passare al tu senza offesa. Ho letto da qualche parte sul tuo giornale che il modellismo va d’accordo con la cultura, l’ingegno e la buona maniera d’andare d’accordo con tutti, specie con chi non lo sono e oggi nel trionfo delle cafonerie se sei un mite ti calpestano. Mi hanno infilato in collegio a 11 anni e lasciamo perdere i 7 anni passati a studiare in galera, altri tempi Sven con genitori presi dal lavoro t’infilavano dai preti per crescere bene, dicevano, pagando la retta e fuori dai piedi. Così per non fare il mestiere dei miei sono andato in Svizzera da mio zio impiegato sui battelli dei laghi di Costanza. Lindau non so se lo conosci ha il porto con il faro e non è lontano da Friedrichshafen sede della Zeppelin quella degli aerostati, te ci sei stato perché leggevo i post della fiera. Allora qual è il punto della situazione dopo essere tornato al paesello natio? Non è lontanamente quello di una volta, faccie lunghe, tante arie poca confidenza, quelli della mia età al bar, si sono venduti i campi e l’anima per i soldi. Ho lavorato sui battelli in ogni stagione e neanche mi sono accorto d’essere arrivato fin qui in salute e contento, ecco il punto Sven. La gente non è contenta, è persino incattivita, litigare è normale come odiare chiunque ti attraversa la strada, perché? Per un mese si interesavano dello svizzero e dopo non mi salutavano per strada, non mi piace giocare a carte nel bar. 5 anni fa ho preso il Persching Tamiya seguendo i tuoi dotti consigli l’ho finito per bene facendolo girare sul retro dell’abitazione un po mi vergognavo e un po dove abito il modellismo non sanno cos’è. Vanno per campi, a caccia e di lunedì litigano per il pallone, adesso ce l’hanno con gli immigrati e con il sindaco, roba da fuori di testa. Una volta il sindaco era un signor signore e ora va sindaco uno che vuole l’assegno mensile e la politica non è un mestiere ma un impegno di passione per la gente. Sarà ma la Svizzera, non che sia un paradiso, però se una cosa, una persona non va si cambia. Fanno errori, si accorgono, e rifanno tutto da capo. Qui se uno prende la sedia non la lascia. Se passi sai dove trovarmi, salve e buona vita.


… bella vita da marinaio d’acqua dolce. Ricordo uno dei battelli tenuto come una reliquia sul quale ho fatto una mini crociera vent’anni fa arrivando da Martigny diretto a Salisburgo, rientro Brennero- Verona. Uno spettacolo d’imbarcazione. Sul Lario i vecchi battelli sono del tutto o quasi, spariti. Siamo noi che vediamo altri immusoniti, intontiti dalle ansie, incattiviti per vizio, abbruttiti da una vita di delusioni. Vado a letto felice e mi alzo contento, se mi capita un contrattempo ci rido sopra, se mi va male so che dopo mi va bene. Incontro un cretino e lo lascio nel suo brodo, il mondo è pieno d’imbecilli colti, la sanno talmente lunga da non capirsi da soli e godono prendendosela con chi incontrano. Renditi conto che il tuo star bene fa stare male chi ti guarda, e il pirla invidia seppellito dentro la sua ignoranza, lo fa da saccente credendosi molto intelligente. Ci penso e ti prendo in parola, una bella chiacchierata attorno al tavolo a pranzo ci può stare, grazie per l’invito. Un saluto al marinaio in congedo, ciao svizzero.

lol!

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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Mar 4 Ott 2016 - 14:22

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Se posso voglio scrivere a un genio della parola e dall’intuito socialmente aperto sulla contemporaneità che ha capito una grande verità. L’uomo è finito, è quello che è, non va da nessuna parte, vegeta strisciando come un virus distruttivo. Allego la conclusione del Pinocchio

… la fiaba rivisitata mostra un contenuto “poco adatto” per i bambini, sono chiari gli avvisi inseriti che soltanto l’adulto maturo, esperto, ha vissuto sulla pelle e capisce il messaggio che Carlo Lorenzini intende dare con la sua Fiaba alla gente del 1883. Cos’è cambiata nella natura umana da oltre un secolo? Niente, o peggio si è ulteriormente incancrenita nella pubblica ottusità?! E’ vero che l’uomo sa soltanto adattarsi per sopravvivere nei tempi, ma non si evolve neppure di un soffio? L’umanità è cristallizzata come un prodotto finito fin dalla sua comparsa sul pianeta, e Collodi “inventa” la metafora del burattino di legno, scolpito da Geppetto, bistrattato dal Gatto e la Volpe, accompagnato da Lucignolo, intollerante con il Grillo Parlante, ingrato con Mangiafuoco e con la Fata Turchina, con il messaggio della redenzione sulla scoperta dell’anima rinchiusa nella materia solida che trasforma Pinocchio in un bambino … lo spirito conquistato, l’entità dimenticata …

con i complimenti per la lucida relazione umana. Il mio modesto contributo lo vorrei pubblicato, grazie.

... e sia con un grazie, non si deve diventare geni solo per una realtà evidente ...

lol!

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Ultima modifica di Sven Hassel il Mar 4 Ott 2016 - 14:24, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Mar 4 Ott 2016 - 14:24

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Ciao carissimo il pinocchio ci voleva proprio in questo periodo di confusione sociale dove di sente la necessità di un tiratore scelto alla robin hood per sfoltire la foresta di sherwood , eil regno di nottingham in previsioni dela prossimo voto contro la demenza giovanile del fonzi tosacano , ciao uomo del mistero . scusa ma scrivo dal lavoro con il cellulare .

… addirittura, ma se sono limpido e chiaro come l’acqua della fonte. Scusata, ne arrivano di peggiori. Buona giornata solare.

cheers cheers cheers

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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Mar 4 Ott 2016 - 14:25

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A me danno fastidio certi complimenti a favore di perdite di tempo leggendo elucrubati saggi poco inclini dentro un forum che dovrebbe occuarsi di modellismo e non sforare in uno spazio per mettersi in mostra in quello che non è. Faccia quello che s afare meglio e a chi la segue vuole il modellismo sul forum del modellismo e non la fiaba di Pinocchio e altre sciocchezze che nessuno importa. Ci vogliono fatti e poche parole per la simpatia che non ha.


… dovendo intrecciare una risposta coerente, da estrapolare per quanto ha scritto, non ne vale neppure l’intenzione …

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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Mar 4 Ott 2016 - 14:29

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Un saluto a lei Sven, ed a tutti i lettori.

Da non modellista praticante però premetto che seguo il mondo del modellismo da ancor prima che arrivasse sul web, quindi frequento fiere del settore con interesse oggi soprattutto per il mio nipotino il quale impazzisce per i trenini.
Apprezzo moltissimo i lavori che eseguite sui vostri modelli e la pazienza certosina che impegnate e la ricerca storica, qualità che purtroppo io non ho non saprei neanche da che parte iniziare, ho provato ad immedesimarmi con un modello tra le mie mani con attrezzature varie e con tutti i buoni consigli che si leggono sul web però quello che mi manca è la pazienza con tutti quei pezzettini da pulire ed incollare, quindi tanto di cappello a voi.
Sono stato a Novegro con mio nipote qui mi collego ad una delle ultime email, è vero c'è un calo di pubblico ma questo vale per tutti i settori dovuto alle più svariate problematiche, c'è un calo di espositori sono finiti i tempi degli stand enormi dovuti alla crisi al ridimensionamento aziendale e costi eccessivi, anche se tutti scherzano sul mio lavoro dicono che è un settore che non conosce crisi eppure vi dico che vendere bare non è così facile come possa sembrare.
Nelle aree esterne mezzi d'epoca, un raduno di Mini, il treno oramai appuntamento fisso, l'anno scorso c'erano i carri armati che facevano le battaglie quest'anno per la prima volta c'erano dei carri enormi visti se erano loro a Verona, poi la vasca per le barche, e poi il nulla assoluto! Sarà che con internet le persone fanno più acquisti in rete dove vi è una concorrenza spietata forse perché i negozi sono per la maggior parte virtuali, nel senso che hanno un sito ma il negozio non esiste quindi meno tasse meno spese = prezzi più bassi e concorrenziali bello vincere facile con questi sistemi, premetto che anche io acquisto ricambi in rete che poi giro al mio meccanico di fiducia per la mia scarsa pazienza, io sono collezionista di macchine fotografiche e non di fotografia, ed allo stesso modo sono collezionista di armi antiche solo e soltanto per la loro meccanica di altissima precisione.
Una domanda magari per chi ci è stato il Novegro versione primaverile è identico ne vale la pena?
Grazie a tutti G.



Carini sull’argomento Novegro mi hanno rimproverato di sparare sulla croce rossa e sottolineo  la sua attenta analisi dei fatti derivati da una crisi che ha travolto i negozianti che incontravamo in tempi dove la direzione cedeva i metri a disposizione a prezzi eccessivi (e lì la crisi non c’era e fu la prima mazzata inferta sulle presenze commerciali) diciamole tutte sull’approfittare in tempi grassi per elemosinare a spese dei soliti da qualche stagione a questa parte dove spendere un euro per Novegro bastano le foto sull’occasione per scoraggiare prossime visite, sicuramente con le stesse cose viste. Per la prima volta dopo molti anni non ho considerato l’evento d’interesse, infatti, ho preferito dedicarmi a una fiera di paese. Un albero cresce dal seme e marcisce per esaurimento naturale. Sulla chiusura di tanti negozi di modellismo non ho lesinato “dal mio personale punto di vista” la mancata risposta innovatrice che avrebbe impedito la chiusura, causa il conservatorismo ottuso sulla pratica di vendita e basta. Il modellista non è uno stupido, non lo accontenti con quello che c’è! E dove si doveva resistere, contrastando internet, hanno chiuso e sa cosa scrivo? Tanti incompetenti in meno. Idem per Novegro e non solo visti i risultati medio nazionali sul copiarsi a vicenda senza uscire dal vecchiume rilanciato edizione dopo l’altra. Ho dato l’idea e il peso lottando con la mediocre mentalità amministrativa rivoluzionando con l’ingresso delle “spettacolarizzazioni” intese come forti richiami per il pubblico pagante. Sono sempre stato per gli altri, da attore sul palcoscenico si dà il meglio o si ricevono fischi, non ci si mette in gioco per riempire la tasca senza passare per opportunisti con un ricavato da accattone. Se devo fare un passo per soldi e smuovo ventimila euro personali a mio carico, trasporti e assicurazione, chiedo il 20% cioè: 4000 euro, signori imparate a sapervi vendere! Anni fa uno sprovveduto mi chiese di partecipare con la mia collezione, non conosceva evidentemente il valore minimo di base per oltre sessanta soggetti “valutati sul prezzo di mercato” e non certo come esemplari unici. Carini lei colleziona, è un Collezionista e conosce l’enorme differenza tra l’oggetto standard e l’esclusiva di mercato. Rispondere alla sua mail è come rispondere a me stesso, e poichè la sintonia immediata mi porterebbe nel rispondere ad altri che non (ci) capirebbero neppure incollati sulla pagina. Per la domanda sulla versione (migliore) è sempre stata sicuramente la prima annuale, le seguenti di riempimento. Non sono particolarmente amato parlando fuori dai denti, perché dire le cose come sono feriscono. Se si vuole alzare l’immagine del modellismo o lo si fa in modo dignitoso o ci si gioca la faccia e costruire (un’immagine) come primo punto non ci si svende mai.  Mi diedero del pazzo quando chiesi gli spazzi GRATIS e ora ci mettono il contentino sopra, lo Sven avrebbe spremuto come limoni, adesso pagate fior di euro o lasciate i capannoni vuoti, capito?
Non mi rivolgo a lei Signor Carini, ma a chi seguono assiduamente l’anonimato rosicando e sbavando sulle idee altrui.

Tanti ringraziamenti per l’intervento.

lol!
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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Mar 4 Ott 2016 - 15:45

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Sven pistola non è un’ingiuria e va direttamente al tizio che chiede fatti e non parole. Se 9000 visite NON SONO FATTI o è cieco o almeno impari l’italiano scritto!



lol!

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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Mar 4 Ott 2016 - 18:50

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Salve Sven sono un educatore indirizzato sul suo forum e la trovo preparato molto bene sul tema della responsabilizzazione e del rispetto dovuto. Molto bene e complimenti per le perle di saggezza regalate, una sola domanda? Crede veramente d’essere capito da ogni livello esistenziale? Da operatore professionista, ho seguito la discesa in picchiata negli ultimi dieci anni e la sorprendente scoperta sarebbe la generazione fra i 40/50 anni la più curiosa da biasimare come stato fallimentare per entrambi i sessi. Il maschio stratificato in una falsa sicurezza e da parte femminile una rassegnazione sull’insuccesso personale, questo nella coppia. Fuori il maschio in preda all’incertezza e la femmina stanca di menage familiare, risultato? Le coppie scoppiano! Autorizzo la pubblicazione, un consiglio per i più smidollati; siete meno intelligenti di una rapa chiedendo la non pubblicazione. Basta solo continuare la nullità conquistata.
Ottimo lavoro Sven.


… grazie, rispondo alla domanda. Secondo la mia personale stima mi accontento alla grande del seguito avuto, neppure lo aspettavo numeroso e interessato, con domande d’interesse apprezzate per contenuti. Sull’età indicata lo sconcerto preoccupante, dal mio punto di vista, è nel futuro di questa fascia generazionale. In quegli anni dominavo la mia esistenza attraverso azioni costruttive e da questo ho ereditato il mio oggi. Lei sa che cosa voglio dire. Per la piattezza qualunquista, semina oggi quello che raccogli domani. Non è difficile da capire, coraggio.

lol!

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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Mar 4 Ott 2016 - 20:24

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Ciao GERO. Aerografista sempre in moto. Un mito dei tempi del Biker’s Life la rivista di Moreno. Scrivevi (spirito libero) e a Udine hai presentato una rat biker’s nera, una Harley da concorso, ne avevo le foto sul contest andate perdute. E ti trovo sul forum con lo stesso disegno mistico che usavi su Motociclismo annunci e vendite e da quel che leggo sei (sempre in moto) come un tempo, complimenti GERO e adesso Sven modellatore di tank e panzer, ma da che mondo sei arrivato artista? Io sono, ero, quello grosso con la barba che ti ha fatto passare con la moglie e che alla sera ti ha dato il tetto sula testa. Sei passato alla BMW, e che fine hanno fatto le tue Harley da show? Sempre in moto per te, io ho smesso però ricordo il mitico GERO.


… e io ricordo te, un perfetto biker nero come l’inferno, il gigante buono. Le Harley erano il mio lavoro meno adatte per del turismo comodo in compagnia e la compagna, non moglie, ha avuto la meglio per la tedesca inarrestabile comoda e da caricare con quelle cosette che una signora non ne fa a meno neanche da motocilista convinta. Ho qualcosa che potrà farti piacere che allego pubblicamente e altre foto in privato, ho conservato montagne di foto trasferite nel computer e quelle che m’interessavano sono uscite. Moreno l’ho incontrato a Verona una decina d’anni fa sempre uguale intramontabile direttore della sua rivista. Un poco di storia motociclistica l’abbiamo fatta insieme e tutto sembra ieri. Hai posta mail, lunga vita gigante buono …

cheers cheers cheers



.sorpresa.

lol!

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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Mar 4 Ott 2016 - 21:11

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GERO l’artista camaleonte, ho letto il Pinocchio e riconosciuta la firma a base disegno e mi sono ricordato degli incontri nel tuo studio per decidere il tema sulla mia motocicletta conoscendo un personaggio che parlava di cose mai ascoltate dove mi chiedevo se fossi un filosofo o un aerografista anche se quello che vedevo mi lasciava la mascella cascante e non hai deluso il risultato promesso . Domenica scorsa ero con moglie e figli e mi pareva di conoscerti, portavi gli occhiali da sole poi in settimana la memoria ha lanciato il lampo, eri proprio tu e a parte i capelli non sei cambiato, accidenti dammi la ricetta maestro . La SHADOW ha cambiato qualche proprietario ma per anni ai raduni ha raccolto occhiate d’invidia a non finire . Con il cambio abitazione ho purtroppo perso le foto del periodo showbiker’s non so se ricordi le fiamme gialle sul giallo maturo? Con i filetti intarsiati ?


… la Shadow è stata un lavoretto parecchio complicato, vernice inchiostro per il rosso brillante, acrilico per il giallo, mal di testa e mano ferma per il pinstriping un tema unico (l’esemplare unico è da sempre il mio marchio di fabbrica) l’arte non può diventare copia su copia. E come se la ricordo ……….. quindi eri al cento multifunzionale con famiglia appresso. Sarà per la prossima rassegna. Sei il secondo motocilista in giornata ma che revival piacevolmente inaspettato…



lol!

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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Mar 4 Ott 2016 - 22:26

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Mi scusi ma quella sul nobel è davvero una bufala sfacciata e non si vergogna? Non pensa che alla sua età raccontarle così grosse si rende ridicolo? Ho cercato informazioni sui nobel assegnati sul modellismo senza trovare assolutamente niente, e ora come la mettiamo? Non la pubblica di sicuro perché la sparata di balle non la smentisce.


… scrivendo in proposito deve avere certamente letto la postata, oppure imboccato da un altro ben informato che ha preso lucciole per lanterne, entrambi o lei solo si espone al ridicolo e ringrazi la protezione anonima che evita la figura becera per la sua di (età) compromessa da una parziale attenzione prima di vomitare inutilmente dentro la tastiera …




Aguzzi l’occhietto e torni a leggere la postata dove specifico NO’BEL e non NOBEL!!!!

… riconoscimento tra l’altro assegnato ironicamente ad altri modellisti. Le balle se le ingoi dopo essersele grattate per bene sanguinando nella sua abissale ignoranza … se è davvero andato a cercare il nobel per il modellismo che cosa prende prima di mettersi al computer???



... sono quello che sprizza gioia  Sad  se capisce l'ironia ...


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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Mer 5 Ott 2016 - 13:41

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Ritenendomi un non solo modellista (navale) da osservatore seguendo le postate in cui emergono coerenza e curiosità e al contrario la sconcertante stupidità trovo il processo di decadenza intellettuale o di semplice applicazione elementare il problema del momento. Sven da un lato porta cultura modellistica insegnando quasi un’arte comportamentale, in quanto disciplina ordinata ingegneristica (nel mio caso mi progetto le imbarcazioni) ritenendo i disegni facili da semplificare un lavoro di anni, altrettanto Sven suggerisce del suo oltre il modellismo, un intero percorso compiuto dando indicativi su ostacoli insormontabili da evitare, preziosa mappa da seguire biblicamente e non avventatamente per fallire esattamente sui punti indicati. Il sentore di percorsi basati esattamente sulle difficoltà indicate dalla sua esperienza, sono evidenti da qualche anno da chi è apparso sulle scene tracciando la sua strada da inesperto. Si sa che chi incomincia non tiene in considerazione il già trascorso e di questo ne abbiamo parlato per telefono dove hai affermato che in passato avevi combattuto mulini a vento e i don Chisciotte prendevano abbagli convinti d’altro. Un lezione di tolleranza e rispetto ammirevole. Personaggio enigmatico, da risultare poco simpatico, fuori dagli schemi comuni (trovatene uno uguale) seguito ormai da molti anni, non ho trovato l’invidia in una persona sempre una spanna oltre gli altri. Ho letto di suo dichiarazioni sul momento anticipate puntualmente successe e in più casi centrate. Come ho scritto una testa fuori serie, oppure una disciplina esistenziale (basta conoscerlo) dove ogni cosa diventa una spiegazione. Rimasi colpito dalla tua fermezza. Mi spiegasti che potevi parlare solo di quanto conoscevi. Mi fece riflettere la tua elementare risposta. Poi, dicesti, che “complicavo” inutilmente razionalizzando. A modo mio ho assorbito alcuni punti base cambiando in meglio e te ne sono grato, grazie maester.  Chi hanno seguito e dato il contributo Anonimo si sono trovati di fronte postate educate, interessanti, di cultura e d’informazione quotidiana con altrettante postate avverse, alcune di basso livello e altre per il puro piacere di denunciare la bieca ottusità individuale. Ho incominciato a leggere giornalmente una lezione aperta sull’uomo (le signore intervenute hanno alzato l’indice) dentro il suo carattere, e non voglio citare la parte demenziale nel rispetto di chiunque. Ci siamo sentiti proprio sul rispetto, e mi hai aperto la meditazione da uomo colto, vorrei che ne parli per dare una perla a chi la sappia capire. Grazie Maestro di Vita.


… quasi tre ore al telefono e ti sei messo a scrivere, immagina se fossimo vicini di casa? Mi odieresti dopo una sola settimana d’intensive chiacchierate. Sul rispetto chiedi: semplice, prima di tutto nasce dal sapersi rispettare, vale a dire, dal non nascondere il peggio personale. Come potresti esercitare il rispetto se non lo sai esercitare su te stesso. Non mentire è la regola! Menti agli altri credendoti immune? Sbagliato! Il primo che si inganna è il bugiardo. Lo fa nell’alchimia dell’azione pensante. Cambiando una verità (che non potrebbe sostenere) la sostituisce con una variazione tematica che diventa un inganno nella sua mente, il processo di auto suggestione lo soddisfa alla pari di un grammo di droga dopo lo sforzo per risolvere in modo idiota di alterare un punto d’opposizione che urta come un macigno l’altrui sapere. E tu sai che il sapere è la soglia più bassa in cui naviga l’umanità, il mediocre trionfa nel sentito dire ed è bloccato nel sapere. Le trasmissioni televisive imperniate sulle domande risposte, sono promosse per mantenere il “livello sapere”. Ricordi il successo di lascia o raddoppia d’estrazione americana, fu inserito non per diffondere cultura, ma soltanto di “livellare” l’illusione di saccenza nazionale. Mike Bongiorno fu un fenomeno indottrinato dalle origini genitoriali e presentato come un progressista e modello sociale seguito da generazioni italiane. Rispetto significa onestà! Scendere in compromessi si manca verso di sé. Il sé interiore non è l’io fisico. L’individuo marcio ha vinto la battaglia contro il sé, suicidandosi. L’idiota, il mentecatto. Sociopatico e paranoico. Egomaniacalmente fissati sull’io, auto suggestionati, vale dire ipnotizzati come individui sopra le righe, sono fisicamente induriti da un sapere convertito per un loro personale uso e consumo. Alla pari della responsabilità, assistiamo al degrado abissale sul rispetto senza indicare i casi limite, aggressioni, omicidi, infanticidio, stupro e femminicidio. Il limite sociale non considera la forma di rispetto non conoscendo la specifica anatomia della parola, perché è nella parola la chiave del “capire”! Ascoltare non è capire, lo fa un piccolo bambino innocente di 2 anni. L’adulto limitato all’ascolto è alla pari di un bambino. Molto più audace, pericoloso perché inserito nel pubblico sociale. Non sono un maestro di vita perché dico quello che penso. Ho solo il coraggio d’essere il sè in me stesso e non l’io!

Cuntent marinar?

lol!
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Ultima modifica di Sven Hassel il Mer 5 Ott 2016 - 22:16, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Mer 5 Ott 2016 - 13:42

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Impressionata e sorpresa da una versione Pinocchio in cui si specchia il confronto parallelo di un passato fuso perfettamente nel presente, ha scritto un piccolo capolavoro di bravura. Ho una sola domanda che mi ha lasciato il dubbio; /E non ambite neppure nel paragonarvi al burattino di legno, eppure siete diventati dei burattini e vi lasciate tirare i fili persino da me …/

… Geppetto, il creatore, il falegname, lo scultore, parla con la sua opera di legno come fosse suo figlio, lo ama, si priva del necessario, forse anche dell’indispensabile, per vestirlo, nel tentativo di renderlo simile all’umana somiglianza di chi? Sua? …. Dio creò l’uomo a sua somiglianza, prese spunto il Collodi, sperando che la pubblica ignoranza potesse comprendere l’analogia. Macche! La sua fiaba, l’adulto istruito, intellettualmente forbito, la relegò all’innocenza fanciullesca, la dette alle balie, alle madri, da raccontare all’ingenuo pargoletto che del Gatto e la Volpe, il Paese del Balocchi, la coscienza parlante del Grillo, il virgulto innocente bambino, non ne capiva un accidenti ….. del resto nessuno dei padri e tanto meno le madri, seppero interpretare la profonda, rivelatrice morale di personaggi che il Collodi enunciava come immortali, e che ognuno avrebbe incontrato sotto altri vestiti, nel corso della vita … la Fata Turchina, Mangiafuoco, Lucignolo, quante volte li avete incontrati senza minimamente riconoscerli? Siete ignoranti per aver ignorato il significato della Fiaba del Collodi? Siete diventati ottusi e falsamente intelligenti per avere appreso dal sentito dire? Lo Sven della vostra smodata pochezza se la ride e va a nozze provocando in voi stessi la consapevolezza sul vuoto intellettuale miseramente ristretto in quando credete d’essere. Cosa siete? Non lo sapete. E non ambite neppure nel paragonarvi al burattino di legno, eppure siete diventati dei burattini e vi lasciate tirare i fili persino da me …

Che intende di grazia, non ho capito se lo afferma o ne fa dell’ironia?


… gentile Signora, aggiungerei oltre all’ironia, un pizzico di “provocazione” mentale, un leggero stimolo per risvegliare quel Grillo parlante ucciso dentro teste di legno, i pinocchi moderni non sono dissimili da quelli osservati dal Carlo Lorenzini un paio di secoli fa … nulla cambia nulla evolve ma solo ristagna nella pozza … sono certo che Lei può comprendere il significato …

Grazie.
flower
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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Mer 5 Ott 2016 - 14:22

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Nonostante la profonda antipatia ammetto che ha dei numeri che ne fanno un personaggio curioso , premetto di averne discusso con chi la conosce bene e ha delle ammirazioni che non posso condividere e ho pensato di mettere alla prova quella sua facilità di risposta con una domanda difficile . Chi è lei ? Domanda sull’uomo a cui nessuno ha saputo rispondere e se l’ho messa in difficoltà ne sono felice , se evita la domanda e non leggerò la risposta sarà una mia vittoria . Veda lei io aspetto .


… capisco il costo dell’impegno profuso prima per scrivere subito dopo avere formulato la domanda, che a suo dire “nessuno” ha saputo rispondere. Stancarsi per così poco per una rivalsa fra conoscenti in cui divento l’argomento, la ritengo una mera speculazione perditempo, dove controbattersi le opinioni non le avvicinerà mai a quel che sono. Alla domanda, potrei rispondere elencando i dati anagrafici, e lei solo per leggere una risposta non se sarebbe felice per niente. Avrebbe già perso, ho risposto. Dando una risposta banale e pubblicato la domanda, due punti a mio favore. Se rispondo che non sono chi sono stato accreditato fisicamente, e neppure nonostante le sembianze umane mi ritenga completamente in esso, la risposta sarebbe pressochè, da lei, ritenuta fuorviante. Idem se rispondo: non io sono, non chi sono, ma che cosa sono? La risposta il sé! La lascia altrettanto interdetto? Definizione: sconcertato, confuso, disorientato, turbato, stupito, sbigottito, è in questi stati che si sta trovando adesso. La vorrei aiutare.

Antipatia: sinonimo di odioso, insopportabile, spiacevole, sgradevole, fastidioso, seccante, indisponente, malvisto, inviso, ripugnante. Esprime un sentimento che lei conosce molto bene, tale da esserlo, lei ha una profonda antipatia verso se stesso. Solo in questo modo trova antipatico il suo prossimo. Si faccia piacere. Ne va della sua salute. Altro punto a mio favore. Come può leggere non mi ha messo in difficoltà, altro punto a mio vantaggio. Non ha vinto ma ha perso imparando qualcosa, ne pensi un’altra più interessante per la prossima figuraccia …

study
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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Mer 5 Ott 2016 - 17:09

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Che sia un buon pomeriggio Sven!

La vorrei ringraziare in primis per aver pubblicato la mia mail, e per la sua cortese risposta.
Da persona che vede le fiere dalla parte del pubblico e portando rispetto per l'operato di tutti coloro che si prestano per organizzare un evento nel bene o nel male, accontentare un pubblico sempre più esigente e vasto sia una prova alquanto difficile per ogni organizzazione, con tutto che il modellismo o mondo del giocattolo ha dei fatturati a livello mondiale parlo da capogiro.
Una cosa che manca verso il modellismo è certamente la cultura, io agli inizi quando decisi di collezionare macchine fotografiche e armi compravo ad occhi chiusi senza informarmi prima, oggi dopo oltre vent'anni da quando iniziai questa mia avventura riconosco un vero da un falso con la coda dell'occhio, negli anni mi sono documentato in tutto e per tutto del perché e del percome ed i miei acquisti oggi sono mirati infatti vanto di una piccola ma importante collezione.
A maggio sono stato a Verona vi era anche un padiglione dedicato alla macchina fotografica devo dire allestita con gusto vi erano anche pezzi importanti, tra i banchi anche il mio meccanico di fiducia che mi disse che dovrei partecipare anche solo come espositore alle fiere, detta così su due piedi non mi reputo una persona con tale pazienza a star chiuso per 2 o 3 giorni in una fiera, le visito volentieri e ci perdo anche del tempo ma nulla di più guardo chiedo informazioni se interessato all'argomento altrimenti passo oltre.
A mio nipote di 12 anni piacciono i treni militari cosa rara da trovare se non a prezzi esorbitanti, e girovagando per negozi e siti si trova veramente di tutto in modo particolare in Germania Austria dove prima o poi andrò a visitare.
Come dicevo accontentare un pubblico così vasto non è assolutamente facile, vuoi per la crisi o per mancanza di espositori associazioni io in ogni caso apprezzo ogni piccolo sforzo fatto da queste persone, poi vi sono espositori che sono di una maleducazione assoluta che andrebbero allontanati dal pubblico.
Una tappa immancabile a Novegro è il treno nell'area esterna, Andrea mio nipote ogni volta chiede sempre perché non avete un treno militare? Oramai lo conoscono e gli dicono quando sarai più grande verrai qui a giocare con noi e ti farai un treno tutto tuo come vorrai tu, proprio in quel momento un paio di carri armati attraversavano i binari ed il capostazione gli disse guarda non abbiamo il treno militare ma guarda ci sono i carri tanto per iniziare! Quindi rimanda il giro sul treno e andiamo a vedere i carri, Sven lei avendo partecipato a fiere sa come sono i bambini, quindi domande su domande alla fine lo posso provare? E questi due signori molto pazienti provare magari no ma se vuoi ti facciamo sparare e così è stato.
Leggendo qua e là anche sulla Cartella Anonimi mi pare ci siano dissapori in generale invidie, tutto questo non giova a questo mondo ma parlo in modo generale in tutti i settori, è un vero peccato soprattutto se si tratta di divertimento dove si dovrebbe passare ore in allegria e spensieratezza, io mi esprimo così per la tipologia di lavoro trattando bare non è un luogo molto allegro però nel limite del possibile bisogna sorridere, certe persone nelle fiere invece sembra quasi che siano ad un funerale quando al cimitero i defunti sulle lapidi sono più allegri.

Ora la saluto sperando di non averla annoiata con i miei discorsi magari fuori luogo.
Grazie ancora per aver postato e risposto alla mia mail
Saluti G.


… pomeriggio ottimo Carini, quattro passi fra un laghetto e la sua sorgente, visione decadente di un piccolo monastero-sanatorio antico del 1500, ottima temperatura autunnale, cielo azzurro e buona salute, per me una ricchezza inestimabile. I dissapori sono certamente espressioni ideologicamente opposte e questo ci starebbe pure, la cancrena si trova quando il cancro divora se stesso con l’intero corpo e se anche il medico interviene, il processo distruttivo è irreversibile. La devastazione compie il resto. Gli anonimi hanno rivelato con l’ingresso delle mail i contrari e chi a favore soprattutto, come nel suo caso, spontanei e facili sulla comunicazione, oggi malessere diffuso e praticato sulla distruzione della lingua scritta. Lei sfiora il tema della cultura modellistica e mi trova d’accordo, io stesso iniziando negli anni 70 mi sono documentato quando ho ricominciato attraverso i progressi esteri trovando i tedeschi e francesi “tradizionalmente” vicini all’ultimo conflitto rispetto all’italico studente dove non sa dell’ultimo conflitto nulla. Occupandomi di carri armati ne ho ascoltate di frecciate sul militarismo stando attorno alle aree espositrici, il pubblico mi ha aiutato molto sul come accontentarlo. L’italiano è innanzitutto un esibizionista e dopo forse, alcuno diventano modellisti. Quelli VERI non amano mettersi in mostra. Il piacere è nella creatività non nel vanto. Credo nell’adeguamento dei tempi, voglio dire dai trascorsi ai prossimi in corso cambieranno molti aspetti in parte negativi visti come “conservativi” e altri ancora ignoti. Pochi a fare e moltissimi nel criticare il mondo gira in questo assurdo senso e dev’essere così se lo vogliamo interessante. Lo scrivo in un esempio: se lasciando il modellismo pubblico nel 2012 lo ritrovassi nel 2016 come l’ho lasciato, significherebbe l’immobilità totale. Sarebbe un panorama d’ottusità e d’incapacità persino nel peggio. A mio modesto parere, persino il peggio insegna qualcosa. La fine di un’epoca ha represso e svuotato i forum, crisi o no la deviazione annunciata si è vista dove l’inevitabile di raggiungere la vetta porta sulla discesa. Arrampicarsi sui vetri giustificando motivazioni a che serve? I fatti si trovano dentro l’immediato presente e lei li ha incontrati con i BIGTANK, l’alternativa tutta da definire sulle scale minori. Hanno tentato il rilancio degli RC scala 1.35 dove sono finiti? E lei parla pure d’impegno umano, un altro punto a sfavore sulla cultura italiana, dove non c’è partecipazione socializzata su progetti a media scadenza, peggio a lunga scadenza, quindi manca la manodopera per realizzare eventi e partecipazioni numerose. I soliti 4/6 persone che lavorano in comune accordo con i soliti 20 sempre “in comune accordo” nel farsi avanti nel prendersi i meriti. Carini, li conosco dal primo all’ultimo, oggi con la faccia e domani con la maschera.
Nessun fuori luogo, è un piacere rispondere condividendo le stesse opinioni.

Grazie, la pubblicazione è d’obbligo.

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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Mer 5 Ott 2016 - 20:08

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ueeeh cumenda l’antipatic la cipàa in dal cu senza vaselina , bela risposta , ul sa credeva da savela ala lunga e la faa la figura dal carpiun , lo capida adasi larisposta un po sura i mè cumprenduni però gà lo fada a pisas a dos dal riid , te me fee un piasè a respund me te parlet senza fa ul cumenda rafinaa ta saludi nèee


… una segunda parlada la fè sempre comud e se vorem nà ala luntana, podi dit che parlum l’occitàn pruvenzàl che là pusee dificil da scriiv che da parlà … ciau malnàt …



... questa sai cos'è ...........



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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Mer 5 Ott 2016 - 20:19

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Mi divertono le sue risposte a rasoio sulla pelle. Perdoni l’irriverenza ma ne sono ammirato dalla padronanza con cui tira una legnata con i guanti bianchi. Un pirla (l’ho già detto e me l’ha passato) così a me farebbe salire desideri omicidi per risposte ineleggibili che non potrei neppure leggere sugli anonimi, a proposito lo sono da settimane e ho una domandina, ha mai sospettato che suoi conoscenti si connettono con accont di comodo per non farsi riconoscere? E potrebbe per gentile concessione definirmi l’individuo (invidioso) ? Grazie mister. Lei causa attacchi malevoli nel prossimo e lo sa, ne sono sicuro.


… il detto sintetizza l’invidia come la madre dell’ignoranza, colui che non sa esprimersi come chi ammira, lo detesta scoprendo di non possedere i requisiti ambiti … l’invidioso è tutto questo: astioso, rancore, rabbia, stizza, rivalità, concorrenza, malevolenza, gelosia, acrimonioso, bilioso, malevolo, stizzoso, geloso, livido, ottuso, ignorante, velenoso, geloso, roso dall'invidia, maleducato, scortese. Una quadra del cerchio che lo rende visibile come una lampada spenta fra le accese. Per l’accont di comodo, possono divertirsi come vogliono a me interesse la qualità, se manca perdono tempo …

lol!
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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Mer 5 Ott 2016 - 23:21

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Non so capire da che scuola di cultura derivi la sua ottica incisiva, deve aver avuto ottimi insegnanti che ne hanno formato un carattere deciso, non facile da comprendere e neppure da avvicinare senza pagare un certo prezzo. Uno come lei non perdona la stupidità, non sopporta i parassiti, esige d’essere corrisposto al suo stesso livello o lascia perdere l’interlocutore. Posso permettermi il suo stesso acume tentando un’indagine sull’individuo Sven dall’età dove ha raggiunto e superato un limite in cui per interloquire con altri deve compiere alcuni passi indietro. Ho saputo che ha trascorso lunghi periodi all’estero frequentando seminari e monasteri cistercensi, dove avrebbe appreso un passo spedito rispetto a certi comuni insegnamenti classici. Lei è conosciuto in parecchi ambienti, difficile capire persino qual è stata la sua professione, dicono che sia passato da un’attività all’altra lasciando i segni, non è passato inosservato, e la sua massima qualità è di non tornare mai indietro lasciando non appena tocca l’obiettivo prefisso. La sola abilità artistica, un pittore ne avrebbe consacrato la carriera, lei no. Ha vinto due regionali lasciando il terzo a tre quarti di stagione per lasciare la vincita al secondo in classifica. Da quanto scrive impressiona una conoscenza personale inconsueta, mi sono permesso alcune verifiche su affermazioni al momento ritenute azzardate per ricredermi. Ho tempo da vendere e ho raccolto tutto sulla Cartella Anonimi e la precedente Verità e Menzogne, da farmi un’opinione crollata il giorno successivo, dire che lei è enigmatico, caustico sfociando nella bonaria irrisione, di superiore distacco dalle cose, mai sarcastico nel contempo però, difficilmente commette errori perché li sa anticipare. Vorrei citare di suo pugno questa dissertazione sul rispetto. Un autentico capolavoro.

Sul rispetto chiedi: semplice, prima di tutto nasce dal sapersi rispettare, vale a dire, dal non nascondere il peggio personale. Come potresti esercitare il rispetto se non lo sai esercitare su te stesso. Non mentire è la regola! Menti agli altri credendoti immune? Sbagliato! Il primo che si inganna è il bugiardo. Lo fa nell’alchimia dell’azione pensante. Cambiando una verità (che non potrebbe sostenere) la sostituisce con una variazione tematica che diventa un inganno nella sua mente, il processo di auto suggestione lo soddisfa alla pari di un grammo di droga dopo lo sforzo per risolvere in modo idiota di alterare un punto d’opposizione che urta come un macigno l’altrui sapere. E tu sai che il sapere è la soglia più bassa in cui naviga l’umanità, il mediocre trionfa nel sentito dire ed è bloccato nel sapere.

Mi ha lasciato nello stupore assaporato dalla semplicità in cui spiega con l‘etica e non con l’educazione uno stile di vita. Lei si sa rispettare, glielo concedo 10 e lode. So che la pubblicherà e darà la risposta, l’ho stuzzicata e sono molto curioso sul modo? Un saluto.

… dandomi del lei, scrivere aspetti compatibilmente assunti in comune, il modo di approcciare singolare, citare luoghi e fatti conosciuti che possono essere stati ascoltati soltanto da me, ha ristretto l’indagine sulla cena barbecue dove mi desti del Socrate, scolando del freddo Valdobbiadene, sacramentando perché bruciavano delle tenere chianine da gustare succose, innaffiate con del Chianti 2010 al top per sprofondare annoiando chi ci stava ascoltando, senza capire da che minkia di spazi dimensionali sono spuntati quattro stretti commensali occupati a parlare una lingua sconosciuta … cistercensi … due regionali … un’opinione crollata … abbiamo parlato a lungo sui contenuti di Verità e Menzogne, non è la sola postata questa, hai usato l’accont della ditta, fin troppo facile scoprire l’autore. In un’occasione mi dicesti di conoscermi da una vita e di non sapere chi fossi. Di non conoscermi affatto! Caro artista pittore, se cambio ogni giorno nessuno può capirmi … concedo un’illusione per allocchi convinti di avere capito di non capire che capirmi non è il loro pane. Tu hai certi privilegi, ascolti e poi usi la tua di testa, l’allocco legge e cerca l’imitazione, da illuso identifica l’impossibile associando la sua scialba convinzione d’essere riuscito, nel perdersi, inseguendo treni persi in partenza … chi gioca d’attacco è un perdente, chi gioca in difesa ha paura e chi gioca d’anticipo non lo puoi comprendere, se non ha cose fatte!

…scolta, sullo stuzzicare, preferisco gli stuzzichini abruzzesi marinati con vino e salvia, quelli di Pontelambro, pane olio a sale, lardo di Colonnata, un Montepulciano d'Abruzzo, pecorino di Pienza aromatizzato e la grolla valdostana “la cognèntse” e paga il conto chi ne sa meno dell’altro, sai come va a finire …

sunny

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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Gio 6 Ott 2016 - 10:27

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Buon giorno Sven tempo fa ho letto una sua recensione sulla vanità molto significativa ma non la trovo più o dovrei iscrivermi per avere l’accesso sul suo giornale. Non ho pazienza per il modellismo però mi piace leggere e lei ha il dono della scrittura che capisce uno come me che non ha tante scuole alle spalle. Mi può indicare come trovare la recensione sulla vanità? Mi era piaciuta e la vorrei leggere ancora. Grazie tante.


… no problem. Buona lettura …

Vanità & Superbia.
… senza prenderla troppo alla lontana l’individuo nasce in un universo corrotto, ingannevole e misterioso dov'è allevato dagli stessi abitanti suggestionati nello stesso ambiente in cui sono letteralmente immersi in un’enorme quantità d’effetti subendo in questi l’incapacità di scoprine i vantaggi o i difetti. Dovendo viverci e sperimentare il vivere diventa ovvio diventare tutto quanto osserviamo o anche si entra in accordo sia pure respingendo, la vanità può essere fastidiosa ma non per un eccesso di cortesia, oppure nella valenza d’assomigliare in un qualcosa d’altro dove ritengo impossibile l’immunità di non fare parte attiva in un ambiente talmente denso di associazioni visibili, tanto da assumere alle volte le peggiori caratteristiche.
Partendo dal punto dove la macchina umana attraverso la vista e l‘udito costruisce il suo bagaglio d’informazioni procedendo nella scoperta del suo personale cammino, in pratica si comporta come un computer immettendosi i dati da solo nell’impossibilità di differenziarne o distinguere tra i migliori, come tra i peggiori associati. L’osservatore scopre la vanità in altri soggetti prima di diventare lui stesso il portatore (un dato immesso può essere rimosso restando comunque la traccia inconscia) quindi, anche se respinto il dato sulla vanità non solo è latente ma agisce inconsciamente sul carattere umano dandone degli effetti visivi.
Trascuro le speculazioni su entrambe le definizioni Vanità & Superbia ampiamente discusse da luminari che ne hanno lasciato tracce, sarebbero giochi di parole per girare attorno ad un’infinità di motivazione giustificate con fiumi di preconcetti individuali.
La domanda è; vivere per intero passando attraverso tutto, oppure fingere di non esserci nel momento in cui si è nel presente?
Perché non posso non essere vanitoso e neppure fingere di non usare delle superbie in certi aspetti? Negando non risolvo nulla di associabile come rimuovendo un concetto da me respinto. La macchina umanoide ogni volta che respinge un implantaggio ne marca l’esistenza e lo conserva in archivio, se lo usa non resta in sospensione come fastidio d’interferenza altrimenti diventa un disturbatore sui programmi attivi. L’analogia d’assunzione dati tra l’uomo con il computer (creato come sistema su immagine e somiglianza dell’umanoide stesso) ne porta gli stessi limiti, capacità illimitate e pure difetti evidenti, per capire un computer ci vuole una macchina pensante e da questa si ritorna al creatore stesso del computer.
Non è un problema chiedersi se si è vanitosi e superbi, le complicazioni scaturiscono non appena uno richiede una risposta plausibile impossibile da trovare tra milioni di motivazioni giustificate. Capita associando altri simili di specchiarsi in quello che non vorremmo diventare provando disgusto e repulsione, però non possiamo negarne nè gli effetti su altri e neppure su di noi, ormai abbiamo ingoiato le registrazioni e non possiamo cancellarne neppure una sola e peggio credere di poterla dimenticare. In un computer rimane ogni singola tracciatura percorsa e così è nelle registrazioni umane che assumono e riportano soprattutto quanto non vorrebbero di associato o associabile.
Quanti santi lo sono diventati per vanità? Chi disse di essere il figlio di un dio sparò una cazzata, o la usò solo per vanità e superbia sui suoi simili? Un bravissimo chirurgo potrebbe farne a meno di provare sentimenti (emotività percepite) di vanità e superbia per l’encomiabile opera svolta?
Per capire le speculazioni umane, secondo un mio personalissimo punto di partenza, si incomincia dalle cause e non dagli effetti emanati dall’uomo, l’uomo è il punto d’emanazione e quindi la sorgente primaria delle sue elucubrazioni speculari restando egli stesso l’indagato originale sul palcoscenico. Attribuendo a questo attore misterioso delle associazioni marginali non si fa altro che ignorare nuovamente chi è e che cosa rappresenta l’UOMO ……. La domanda non cerca risposte sulle vanità e superbie ….. la domanda si pone sulle origini fondamentali che le hanno determinate e cercate, o trovate una sola cosa o parola che non sia stata fatta e detta dell’uomo. L’uomo ha raccontato di tutto attorno a sé, persino di abitare al centro del creato e che la Terra era un mondo piatto, di avere delle origini nate sotto un cavolo e che la donna con la quale perpetua l’umanità è nata da una sua costola … come dire che una vecchia 500 ha partorito una Ferrari … ma, seriamente, vogliano guardare sempre un dito e non la Luna indicata?

lol!
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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Gio 6 Ott 2016 - 10:28

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Maester da te c’è sempre da imparare, dal modellismo, alla verniciatura, sei un pittore, uno storico, (mi hai dissacrato i templari) un aerografista affermato e uno che sa scrivere di tutto senza peli sulla lingua, la domanda è come mai non hai pubblicato dei libri? Leggo libri d’autori mediocri che vendono bene il peggio scritto. Da dov’è spuntata la mano dello scrittore? Il Pinocchio rivisitato a modo tuo m’è piaciuto, bello, bello, ciao.


… pensa che alle elementari, in prima classe, disegnavo sulla lavagna la lezione di disegno e sui temi mi uscivano pagine su pagine. L’insegnate acconsentì per quattro facciate non oltre. Da sposato comprai una macchina da scrivere consumando i nastri e infine arrivò nell’88 il primo computer. Adesso quando mi serve un racconto diventa ardua la ricerca tra migliaia, i soli reporter sui viaggi con i resoconti delle indagini storiche sono un migliaio. Per me la scrittura libera da un contenuto lasciando lo spazio da riempire per un’altra esperienza vissuta altrimenti persa. Il diario scolastico insegnava dove si sbagliava e ho imparato dagli errori a non ripeterli. Tutti quanti sono diventati turisti, partono e ritornano e due settimane dopo si sono dimenticati il 90% che cosa hanno visto. Nel mio archivio trovo in dettaglio luoghi, visite, appunti, indagini, datati decine di anni fa, utili da confrontare con i successivi passaggi. Ignoro il turismo, sono per i viaggi come voglio essere sul posto e non leggere le caratteristiche, se parlo di una cosa o di una località è perché la conosco. Ho tanto osservato che non ho da inventare. Pubblicare libri per altri? E’ già molto che ho reso pubblica una piccola parte letteraria …

lol!
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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    Gio 6 Ott 2016 - 10:42

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........... eeeeeeeeeeeh siamo arrivati insieme sì, ma dove? Alle diecimila visite Signori Anonimi per un bel viaggio dove i protagonisti siete stati tutti voi partecipando attivamente nel portare il successo sulla Cartella Anonimi





... che dire se non un Grazie Anonimi e il merito è comunque sempre vostro perché su questo traguardo si conclude il dialogo pubblico e non il contatto privato [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] aperto per non perdere il buon senso di comunicare ...

cheers cheers  cheers  cheers  cheers  cheers  cheers  cheers  cheers  cheers

lol!
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MessaggioTitolo: Re: Cartella Anonimi.    

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