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 Dal Nome della Rosa al Codice da Vinci: i secoli delle verità e delle menzogne

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Sven Hassel

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MessaggioTitolo: Re: Dal Nome della Rosa al Codice da Vinci: i secoli delle verità e delle menzogne   Mer 6 Lug 2016 - 9:42

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...... cumpà restando in tema ho fatto ricerche sui Gesuiti leggendo un paio di libri per capire la presenza di Silas nel Codice da Vinci nel ruolo dell'assassino fanatico ..... esce l'Opus Dei con il Priorato di Sion che ne abbiamo parlato ..... il monaco-killer assoldato dal Vescovo Aringarosa ..... romanzo ma non del tutto se prendiamo un fatto reale che riguarda Giovanni Paolo I eletto papa il 26 Agosto 1978 aveva un atteggiamento sfavorevole alla compagnia di Gesù e si proponeva di pronunciare un duro discorso di monito alla Congregazione generale dei Gesuiti che si sarebbe tenuta a Roma il 30 settembre 1978. Il papa aveva in mente, se la Compagnia non ritornava ad assumere il ruolo che gli era stato assegnato, di liquidare definitivamente l’ordine. Ma quel discorso non poté tenerlo perché la mattina del 29 settembre fu trovato morto sul suo letto. Giovanni Paolo II nel 1981 aveva però altri scopi e ambizioni per la sua Nazione polacca e liquidò la faccenda ignorandola.

L'Ordine gesuita entra con notevoli contraddizioni nell'ambito tollerante cattolico sconcertando non poco.

Molti Gesuiti di oggi insegnano apertamente cose che si oppongono alla dottrina cattolica (per esempio approvano l’omosessualità, l’aborto, il sacerdozio delle donne, il coinvolgimento diretto nella politica, mettono in dubbio la divinità di Cristo, l’infallibilità papale, ecc.), per cui non sono affatto ben visti in seno al Cattolicesimo.

... tali affermazioni lasciano pochi dubbi sui gesuiti: La diversità dottrinale di coloro che a tutti i livelli, per vocazione e missione, sono chiamati ad annunciare il Regno di verità e di amore, disorienta i fedeli e conduce verso un relativismo senza orizzonte. Chiaro messaggio imperativo di lasciare tutto come si trova ... in contraddizione dell'annuncio papale sul sacerdozio femminile ...

Ma resto in tema.

Slilas, assassino, non sconcerta la sua vocazione monacale in cui l'Ordine chiede la totale obbedienza e il loro celebre motto era Perinde ac cadaver, “obbedire come corpo morto obbedisce” quindi l'assassinio è parte del (dovere) che il membro accetta. Si potrebbe paragonare la setta gesuita alla jakuza, alla ndrangheta, mafia e camorra, massoneria, associazioni criminali in cui si chiede l'assoluta obbedienza. I gesuiti per secoli hanno viaggiato in lungo e in largo e (il verso della canzone di Franco Battiato: «Gesuiti euclidei vestiti come dei bonzi per entrare a corte degli imperatori della dinastia dei Ming») ne descrive le gesta e gli obiettivi secolari.

... Albino Luciani li aveva sfidati apertamente e ha pagato con la vita. Ho parlato di templari non all'acqua e sapone, di monaci guerrieri, votati alla morte, senza identità con la sola missione di obbedire all'Ordine scelto. L'assassino diventa parte dei doveri, quand'è autorizzato e non cambia la forma nel tempo ...



Dan Brown affida un ruolo da assassino a Silas aprendo una breccia dolorosa per chi considera le sette religiose monacali chinate in preghiera, magari votate in carità e perdono. Silas è un fanatico paranoico e Brown lo collega al vescovo Aringarosa denunciando l'Opus Dei (poteva indirizzare lo IOR, il Priorato di Sion, NWO, o qualsiasi altro ordine) coinvolgendo poteri ecclesiastici alla ricerca della "massima prova" inseguita da secoli, con il "cryptex" che contiene la "chiave di volta", l'indizio fondamentale per recuperare il santo Graal. Vediamo nuovamente uno scopo inventato per completare una romanzata complessa che porta il Codice da Vinci per molti versi, contenuti, al successo. L'edizione inglese uscì con la prefazione dell'autore che firmava la presunzione di verità sulle sue affermazioni, ritirata nelle traduzioni successive, affrontando anche cause processuali di plagio da parte di autori che prima di Brown avevano pubblicato alcuni concetti simili. Per lanciare un messaggio mondiale finanziando la diffusione portando in primo piano un oscuro autore, ci sta pure l'affermazione sulla prefazione ritrattata, fa parte della bomba che scuote l'attenzione pubblica libraria in un momento (2004) sotto pressione e favorevole per un risveglio coscienzioso da parte di una certa tendenza curiosa che desiderava sapere. Cause e tribunali attirano la morbosa curiosità più del libro in se, entra tutto nel programma di lancio. Lo vediamo nei gossip, più si sparano minkiate e maggior attenzione si ottiene dai media. Il rumore sul libro seguì il film per gli impediti che non superano tre righe scritte senza rigettare tutto il resto. I film con le immagini distolgono l'attenzione sui particolari rilevanti lasciando la trama colma di vuoti. I film non rispettano mai le estrazioni originali, seguono alle volte le letterature di successo con lo scopo di smentirle, riuscendo molto bene.

La difficoltà e l'incapacità sulla lettura ....... curiosa sindrome contratta sui "faticosissimi studi scolasti" in cui si spense l'interesse atrofizzando buona parte dell'azione personale. Chi legge poco, o niente del tutto non sta vivendo, ma passando solo del tempo .......

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MessaggioTitolo: Re: Dal Nome della Rosa al Codice da Vinci: i secoli delle verità e delle menzogne   Gio 7 Lug 2016 - 8:19

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Su Malta non la racconti tutta , anche perché non vai in un posto senza motivazioni precise . Bello mio aprì lo scrigno e vuota il sacco.

... cumpà, ho già fornito in merito più di un indizio poi Malta non c'entra con il post.

Questa conclusione fa pensare seriamente. Sminuire la Fede in un periodo d'incertezze come questo porterebbe i credenti allo sbando finendo nelle mani di chiunque visionario approfittatore.

Per cominciare, licenziare il padreterno e già questo atto basterebbe a frantumare il certo Potere Temporale pieno di crepe interne irreparabili ... poi ognuno, privato della falsa fede dovrebbe affidare la propria fiducia soltanto a se stesso, e qui sento già i lamenti per i crolli dei santuari dei miracoli ...

... lo Sven direbbe: dalla padella alla brace oppure manderebbe legioni di rinunciatari verso loro stessi al Campo d'Addestramento di Torgau sotto gli ordini del maggiore Hinka il Guercio. Tempo tre mesi di marce forzate, da condividere tra sane faticate e discipline morali sull'integrità individuale, i miscredenti delle fedi fedifraghe ritrovano la luce persa rischiarando a giorno la cattedrale in cui abitano. Diceva il saggio: io sono dio, la differenza tra voi e me, è che io lo so e voi no. Si può dire alla Sordi: me dispiace, io so io e voi non siete un cazzo ...

Come lo domini il dolore senza la Fede?

... semplicemente affidandoti alla fiducia sapientemente coltivata in te stesso ... non lo sai che chi ha fede in se, soffre di meno le avversità dell'esistenza? Non si è venduto, non è venuto a meno verso se stesso, non ha mentito e non ha avuto paura d'essere un uomo ... la fiducia ti salva dai sussurri perversi, affidarsi ad altri è tradire l'IO nascosto ... se devo sbagliare la faccenda dev'essere tra me e lui, senza altre sciocchezze ...
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MessaggioTitolo: Re: Dal Nome della Rosa al Codice da Vinci: i secoli delle verità e delle menzogne   Gio 7 Lug 2016 - 8:46

Allla fine la 'Fede' altro non è che una Fuga dal mondo reale, e ancorpiù una fuga dal vivere veramente la propria Vita, rimandando sempre ad un aldilà' tutto quanto non si ottiene in questa unica esistenza.
Da questo punto di vista la religione è quanto di più diabolico possa esistere.

_________________
Ci sono i Modellisti, e poi ci sono i...


Il Nobel per l'Ignoranza a questo Anonimo:
"...Ho cercato informazioni sui nobel assegnati sul modellismo senza trovare assolutamente niente, e ora come la mettiamo?..."
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MessaggioTitolo: Re: Dal Nome della Rosa al Codice da Vinci: i secoli delle verità e delle menzogne   Gio 7 Lug 2016 - 9:45

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... fa sì e viene da se che nessuna religione ha MAI condotto i suoi seguaci verso le divinità rappresentate (l'incontro con il divino, l'essenza dello spirito) come missione di riportare l'anima corrotta dall'esistenza terrena ... ma farne mercificazione carnale umana al potere di piramidi erette nel nome di un altissimo completamente inesistente ...

Tutti noi, carrarmatari modellisti, abbiamo prediletto i panzer tedeschi ......... non intendo riproporre quanto la storia ha concluso ........ cito solamente la scritta sulle fibbie militari.

Dio è con noi.



... lo è stato dalla parte crociate con la stessa affermazione

E lo è anche Allah Akbar " dio è grande" per il punto di vista musulmano.

...... neppure le evidenze storiche e le realtà nella nostra epoca incidono la pubblica ottusità rassegnata all'inchino diabolico*

* il diavolo sarebbe un tragicomico argomento esilarante da trattare.

lol!

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MessaggioTitolo: Re: Dal Nome della Rosa al Codice da Vinci: i secoli delle verità e delle menzogne   Ven 8 Lug 2016 - 13:55

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..allora domandina finale, sono Enki ed Enlil gli artefici della razza umana?



Rettiliformi arrivati dall .............

Lo ha sostenuto ........... nei suoi libri per metà della sua vita aprendo una spirale creditizia migliore della genesi giudea, poi ognuno creda in quel che vuole. Personalmente opinione del tutto spassionata, preferisco un serio studio storiografico ai plagi arrangiati e raffazzonati ebrei. L'arroganza di attribuirsi verità assolute hanno funzionato per secoli ma non significa che possono essere accettate ai nostri giorni. La genesi per incominciare e tutto il resto a seguire hanno delle falle incolmabili costruite da una ignoranza abissale che solo un popolo senza storia poteva immaginare. Hanno invidiato le culture egizie e babilonesi, persiane e sumere, prendendo da tutte quelle parti che poi hanno affermato loro, ladri di biciclette, testardi e feroci con l'unico scopo di governare il mondo.

... la genesi Nàga ben più antica intreccia le razze serpentiforme senza pantomime sul peccato originale ...



.......... racconta la genesi Nàga che la razza creata perse la "coda" e trovò la parola diventando la copia preferita degli dèi .......... racconta che gli dèi non volevano che prosperasse diventando la piaga peggiore sulla terra ... distruggiamoli prima che diventino come noi .......... abbandoniamoli, finiranno per uccidersi fra di loro .................... sia maledetto il seme che abbiamo donato ................................ non sapranno mai che noi siamo loro e loro come noi ...................................................................... amen

Caro amico curioso, sulla nascita dell'umanità ci sono centinaia di leggende e miti in quantità e tutte quante hanno in comune l'intervento esterno, alieno o no, rettiliani o corpi d'invasione (geni arrivati con le comete) o clonazioni in antichissimi laboratori umani scomparsi nelle catastrofi che hanno travagliato il pianeta, tutto rende meglio della fandonie predicate da una cultura marcia fino al midollo. Chi insegnano il falso s'ingannano da soli. Seguirli si fanno i loro perversi giochi criminali.



... ci stiamo nutrendo di carni clonate (nessuno ci crederebbe e nessuno lo ammette) potremo accettare d'essere noi stessi cloni di un'altra specie? Per arrivare a questa considerata ipotesi ci vogliono due palle di ferro ... in mancanza si resta coglioni ...

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MessaggioTitolo: Re: Dal Nome della Rosa al Codice da Vinci: i secoli delle verità e delle menzogne   Sab 9 Lug 2016 - 17:41

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Sapevo poco sui rettiliani ma cercando qua e la escono riferimenti antichi in ogni parte del mondo.

I naga sono particolarmente popolari nel Sud dell'India, dove si crede che donino fertilità ai loro fedeli. Secondo leggende indù, sono servi di Varuna, dio vedico delle tempeste, e si dividono in Manasa, Mucilinda, Shesha, e Vasuki. I naga vivono nel Patala, il settimo regno degli Inferi, e sono discendenti di Kashyapa e Kadru; sono nemici giurati dei garuda, una razza divina di aquile. La parola Naga viene dal sanscrito, e "nag" significa ancora "serpente" in molte lingue dell'India; si può osservare che "nag" o "nak" o "nakh" è parente del semita nachash e forse dell'inglese snake.



In una leggenda cambogiana, i naga erano una razza di rettili che possedevano un grande regno nella regione dell'oceano Pacifico; una loro principessa sposò il primo re dell'Antica Cambogia, dando origine al popolo cambogiano. Per questo motivo ancora oggi i cambogiani si considerano eredi dei naga.



I naga con sette teste rappresentati nei templi cambogiani, come ad Angkor Wat, rappresentano le sette razze della società dei naga, che hanno una mitica, o simbolica, associazione con i sette colori dell'arcobaleno.



Inoltre, i naga cambogiani possiedono dei simbolismi numerologici per altri numeri delle loro teste: numeri dispari a rappresentare l'energia maschile, l'infinito, l'eternità, e l'immortalità; numeri pari per femminilità, fisicità, mortalità, temporaneità, e la Terra. Leggende simili a quelle cambogiane sono diffuse presso gli adivasi del Sud dell'India e gli aborigeni dell'Australia; in queste versioni, i naga abitavano un grande continente nell'oceano pacifico (oggi conosciuto come perduto continente di Mu), che poi si inabissò e i cui resti formano oggi l'Indonesia e l'Australia.

... gli egizi



... fenici



... persiani



Che mi dici dei polenisiani di Nuku Hiva ? .



... che trovandosi, si fa per dire, vicini all'Isola di Pasqua non hanno nulla in comune con i moai



.è qui, nel mezzo dell'oceano Pacifico, che si trovano i miti delle Teste Nere, gli schiavi degli antichi Dèi.

lol!

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MessaggioTitolo: Re: Dal Nome della Rosa al Codice da Vinci: i secoli delle verità e delle menzogne   Sab 9 Lug 2016 - 21:39

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Lo letto e riletto più volte ricavando la stessa impressione, sei limpido nel dire la tua.

L’uomo è nella sua lunga permanenza terrestre un prodotto finito, completato fin dalla sua apparizione, sa adattarsi per sopravvivere (come qualsiasi altra forma vivente sulla terra) però, non si evolve e al contrario la sua lunga linea di produzione con miliardi di repliche “leggi genetica DNA” lo condanna inevitabilmente in un lento ma inesorabile degrado. Effetti sulla decadenza dell’uomo sono evidenti da secoli e l’effetto accelerato si nota chiaramente da un secolo a questa parte in cui l’uomo si è trovato fra le mani un a spinta tecnologica finora mai osservata in passato. Da dire ci sarebbe, che l’intero passato dell’uomo è stato seppellito per non essere rivelato e con questo non sono riusciti nel seppellire “straordinarie presenze sulle quali dare assegnazioni false” assicura all’uomo che un’automobile vale di più di un’indagine, e come sono arrivati blocchi da 200 tonnellate in cima alle piramidi DEVE restare un mistero.

Sono lento e mastico poco tutto quello che scrivi, fatico a stare al tuo passo, trovi delle risposte su tutto con una semplicità scolastica. Questa mi piace, nel poco c'è tutto.

La nostra salvezza, dentro una prigione a orologeria, dove appena nasci incominci a morire, è la contemplazione sul bello. Non hai scelto la donna che più ti piaceva? E la donna non ha forse scelto l’uomo che più le dava sicurezza? Banalità superficiali ma anche magnifiche trappole di seduzione, come lo è un tramonto mozzafiato, o l’ultimo concerto in piazza, una serata sballata in discoteca, l’ultimo fanatico che si fa esplodere, non è anche questo felice di sacrificarsi in un sogno a occhi aperti? Troppo difficile accettare Albert Einstein dove afferma, che questa non è realtà ma una maya provocata da noi stessi? Che cos’è una magia? Dovrebbe essere un’illusione, una distorsione, una inconsistenza, una non realtà e la realtà che cos’è se non l’accordo che diamo a qualsiasi scemenza?

In quello che scrivi metti la filosofia, la saggezza e una conoscenza non comune su argomenti di poca interrogazione muovendoti armonicamente a tuo agio sulla tastiera di un pianoforte accordato.

… l’uomo funziona tramite l’assunzione di dati ricevuti esterni. Non sa elaborarli, non distingue il vero dal falso. Non può fare questa operazione, può solo sperimentare finchè definisce che un dato è migliore dell’altro. Infatti, persino l’omicidio è la soluzione migliore per un problema. La gioia, il sorriso facile, la cortesia e la gentilezza, tenere un ambiente ordinato e pulito, la propria persona curata, evitare individui e situazioni a noi avverse, apprezzare quanto si possiede senza pretenderne altro. Noi consumiamo l’intera esistenza rincorrendo l’inutilità, evitando con cura il tesoro più prezioso: conoscere noi stessi. Osservo conoscenti ricoverati o indigenti in letti da dove non si alzeranno mai più, angosciati dai rimpianti per ciò che non hanno fatto e non potranno fare. Una lenta agonia priva della serena gioia d’avere vissuto godendo ogni secondo nella piena consapevolezza come l’ultimo. Che senso avrebbe per me, che sto scrivendo una sillaba dopo l’altra, se non lo facessi per il piacere di farlo? Voi leggete pieni di curiosità per arrivare all’ultima parola, ma non lo fate per il piacere che vi dà la lettura. Non state, affatto, vivendo ogni attimo, state soltanto passando del tempo …

Questa frase è solo una delle tante che ho conservato e riletto a lungo.

… l’uomo funziona tramite l’assunzione di dati ricevuti esterni. Non sa elaborarli, non distingue il vero dal falso. Non può fare questa operazione, può solo sperimentare finchè definisce che un dato è migliore dell’altro.

Ne ho parlato con diretti amici non incontrando nessun accordo e me lo aspettavo, perché quello che scrivi non è per tutti ed io mi sono sforzato per seguire quella che chiamo logica inversa. Tu parli un'altra lingua caro mio e dici cose assennate senza nessun blocco mentale che ........

... se ti fossi inscritto ci saremo fatti delle lunghe chiacchierate senza interposizioni di e-mail ma è andata a meraviglia così, trascrivere dei complimenti fa piacere e i tuoi anche se fuori dalle righe, arrivano da un artista della musica (una branca per me inavvicinabile) che ammiro come espressione e stile di vita ... sei un "modellista delle note" ...

... la frase rispecchia in parte la tua arte musicale

… l’uomo funziona tramite l’assunzione di dati ricevuti esterni. Non sa elaborarli, non distingue il vero dal falso. Non può fare questa operazione, può solo sperimentare finchè definisce che un dato è migliore dell’altro.

Hai ascoltato la musica di altri autori - ti sei impegnato molto per capire come desideravi la TUA musica - non è stato facile, hai dovuto impegnarti a fondo, mettere tutta l'energia, la passione e il tempo - per capire la sinfonia di una nota. Molti anni fa ti mandai questa massima e mi rispondesti che era talmente semplice da risultare inapplicabile.

(((Qualsiasi sia la tua ricerca devi impiegare tempo, pratica, sforzo, devi rinunciare a tantissime cose per ottenerlo. Devi tenerci molto, una volta che l’hai ottenuto è in tuo potere, non può venire trasmesso, risiede in te, è letteralmente il risultato della tua disciplina.)))

E' la stessa massima che ha accompagnato le mie indagini, mi ha condotto dove neppure immaginavo potessi comprendere trappole e inganni sapientemente stesi da persone d'indubbia intelligenza. Non ho mai pensato d'essere alla loro altezza, ho solo raccolto faticosamente quel che ho in parte compreso.
A breve il thread arriva alle tremila 3000 viste e credo sia esaurito il tema centrale sulle Verità e Menzogne chiudendo pagine d'interesse seguite con attenzione e "collaborazione" esterne che nemmeno mi aspettavo, dovendo alle vostre assidue presenze sul sito i meriti sulle pagine seguite e commentate.

... carissimo musicante, timido e riservato, non potevo esimere la scarna ma attenta riflessione che ti ha coinvolto in alcune frasi. In comune abbiamo la tua lentezza e la mia pachidermica immobilità sul particolare. Dove la comune vista passa, noi sappiamo osservare ...

Grazie.

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MessaggioTitolo: Re: Dal Nome della Rosa al Codice da Vinci: i secoli delle verità e delle menzogne   Dom 10 Lug 2016 - 9:52

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... non sono d'accordo sulla spinta teconologica . se fosse un prodotto finito come saprebbe amministrarla ? secondo , come l'avrebbe costruita ?

L’uomo è nella sua lunga permanenza terrestre un prodotto finito, completato fin dalla sua apparizione, sa adattarsi per sopravvivere (come qualsiasi altra forma vivente sulla terra) però, non si evolve e al contrario la sua lunga linea di produzione con miliardi di repliche “leggi genetica DNA” lo condanna inevitabilmente in un lento ma inesorabile degrado. Effetti sulla decadenza dell’uomo sono evidenti da secoli e l’effetto accelerato si nota chiaramente da un secolo a questa parte in cui l’uomo si è trovato fra le mani un a spinta tecnologica finora mai osservata in passato.

....... per me una parte umana decade lasciando il posto alla parte in evoluzione capace di enormi progressi . se davamo l'aereo all'uomo del medioevo non l'avrebbe mai pilotato .

Citando il medio evo dimentichi Leonardo da Vinci che ipotizzò il volo umano. Secondo, l'ha costruita per amministrarla molto male. Ogni sforzo meccanico ha finito per diventare un'arma d'offesa contro l'uomo. Il un solo secolo è uscito da misere abitazioni senza elettricità, acque e igiene interna abitando appartamenti confortevoli in città massacrate dalle bombe, distrutte per essere riedificate, non ci trovo dell'intelligenza né razionalità, rinunciare al benessere in cambio di sangue e fatica.
Ammettere che una parte sta decadendo, mentre, insorgerebbe un'umanità "moderna" diciamo preparata a questo imprevisto tecnologico mai osservato in migliaia di secoli prima, a me darebbe l'impressione di un'accelerazione verso la catastrofe totale. Esagero?

Sul pianeta si trova un potenziale atomico superiore per distruggerlo pari a quattrocento volte (400) e la corsa agli armamenti non è mai stata spinta come lo sta diventando da mesi. E' la solita storia già osservata centinaia di volte: incentivare le difese come deterrenti per impedire attacchi nemici.
L'istinto animale tipico sul branco di occupare l'area scelta con la forza, è l'eredità bestiale che l'uomo ha in sé fin dalla sua estrazione e l'ha manifestata selvaggiamente dominando e distruggendo prima gli animali e poi rivoltando l'istinto primordiale contro popoli "leggi razze" ritenute diverse. Diverse da che cosa? Dall'alibi del colore, della cultura, delle abitudini, delle lingue parlate, delle terre abitate?

.... il mio realismo non cerca l'ultima affermazione chiave, anzi per uno che vive la giornata interamente costruita, lascio la curiosità galoppare a trecento sessanta gradi e mi sta bene tutto, persino il peggio (che cresce di questi tempi in modo impressionante) e la malvagità distribuita come un "fenomeno" indipendente da chi la commette, porta sempre la firma umana. Se fossi un pessimista, mi chiuderei in un silenzio sepolcrale, non sono neppure l'ottimista spregiudicato che finge il tutto va bene, mi piace considerare la realtà come accordo sul presente momentaneo e le somme considerate danno quello che ascoltiamo dall'informazione ... potenziamenti bellici esasperati ... assassini seriali ... femminicidio all'ordine delle cronache ... sfide internazionali ... economie al collasso ... industrie decimate ... rapporti sociali a mano armata ... politiche contro sopravvivenza ... giustizie manipolate ... religioni inaffidabili da un lato e impazzite dall'altro ... esodi provocati contro etnie costrette all'abbandono delle terre per l'incognita mediterranea nelle mani della criminalità organizzata ...


Non posso condividere il tuo moderato punto di vista. Ma è stato d'interesse discuterlo, grazie caro amico curioso.

lol! lol!  lol!

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MessaggioTitolo: Re: Dal Nome della Rosa al Codice da Vinci: i secoli delle verità e delle menzogne   Sab 16 Lug 2016 - 4:20

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... dov'è che è stato girato il film ? Mi pare che fosse in Piemonte .......

La scelta fu ostacolata dai costi avanzati dagli allora benedettini della Sacra di San Michele in Val di Susa



... la Rocca Calascio si trova in Abruzzi, guadagnò il restauro, la messa in sicurezza con una brutta passerella, l'ho visitata nel 1992, una lunga scarpinata sotto il sole estivo



... Abbazia Cistercense di Eberbach in Germania, la biblioteca nel film, visitata nel 1990 "in cinque settimane con 4800 chilometri e senza pioggia" in motocicletta





... Castel del Monte in Puglia



... il film Lady Hawke fu girato nello stesso rudere del Nome della Rosa ...



.vivere vuol dire muoversi, conoscere, viaggiare, osare e non avere paura.

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MessaggioTitolo: Re: Dal Nome della Rosa al Codice da Vinci: i secoli delle verità e delle menzogne   Sab 16 Lug 2016 - 4:22

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..... allora chiudi il thread in bellezza e ho domande , sei tu quello dei carri di sven ? se clicco modellismo sven ti trovo dappertutto . Sapevo del tuo hobby internos e da altri che ti conoscono , e solo ora mi spiego perché ti firmavi sven dei carri e non solo , il non solo ,sarebbe la storia o nascondi altro ? sei stato uno dei primi dell'aerografia nazionale dove firmavi gero . Hai intenzione di aprire un altro commento ? perché non posso iscrivermi sul tuo sito ?

Chiudo per non avere altro da aggiungere sui due film d'autori, credo di avere dato abbastanza indicazioni verificabili da chiunque desideri superare l'argomento.

Già, l'avevo scritto che il modellismo NON era la mia attività perditempo ma soltanto un relax occasionale. Il "non solo" sarebbe veramente lungo da spiegare, diciamo che ho avuto del tempo da impiegare in parecchie attività d'interesse.

Non apro niente su quanto conosco se non per rispondere.

Non ti sei iscritto qui e vorresti farlo sul mio sito personale (chiuso) se ti interessa veramente una discussione fallo dopo l'iscrizione qui, il LAVELLIG è completamente aperto e sul Giornale posso aprire qualunque argomento d'interesse pubblico di pertinenza storica.

... il resto lo hai avuto in privato e tante grazie per la partecipazione e l'interesse condiviso ...

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MessaggioTitolo: Re: Dal Nome della Rosa al Codice da Vinci: i secoli delle verità e delle menzogne   Sab 16 Lug 2016 - 10:19

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Note del tutto personali per chi desidera approfondire fatti storici e d'attualità informativa: nessuno si aspetti di leggere, ascoltare, realtà veritiere. L'informazione alla pari della storia diventa dal punto di vista all'interpretazione commentata dai relatori .... quando mai lo scrivano del re avrebbe potuto scrivere l'auto biografia VERA sulle malefatte del regnante senza rimetterci la testa. L'Inquisizione non c' è stata, le foibe comuniste neppure, l'eccidio degli armeni neanche, le fosse Ardeatine da parte tedesca mai sentito parlare, gli stermini nei campi di concentramento, i massacri degli albigesi, quisquiglie, l'epurazione dei nativi americani, dimenticati, esagerazioni storiche gonfiate a beneficio dei sempliciotti menefreghisti crogiolati nel benessere da sognatori finchè non arriva la tegola sulla testa. Questo vorrebbero che la gente comune sapesse ignorando le verità seppellite.

....... potrei farne a meno ma lo faccio per quel 5% che si è scervellato sulla lettura (non facile per i disinformati) e neanche semplice per i più eruditi "l'erudito è il contrario dell'ignorante" ........ ripubblico una parte rivista e corretta per onestà e chiarezza, dove pochi, alcuni particolari scoperti, cambiano nel merito della traduzione dall'inglese alle versioni distribuite in Italia ...

Dan Brown affida un ruolo da assassino a Silas aprendo una breccia dolorosa per chi considera le sette religiose monacali chinate in preghiera, magari votate in carità e perdono. Silas è un fanatico paranoico e Brown lo collega al vescovo Aringarosa denunciando l'Opus Dei (poteva indirizzare lo IOR, il Priorato di Sion, NWO, o qualsiasi altro ordine) coinvolgendo poteri ecclesiastici alla ricerca della "massima prova" inseguita da secoli, con il "cryptex" che contiene la "chiave di volta", l'indizio fondamentale per recuperare il santo Graal. Vediamo nuovamente uno scopo inventato per completare una romanzata complessa che porta il Codice da Vinci per molti versi, contenuti, al successo. L'edizione inglese uscì con la prefazione dell'autore che firmava la presunzione di verità sulle sue affermazioni, ritirata nelle traduzioni successive, affrontando anche cause processuali di plagio da parte di autori che prima di Brown avevano pubblicato alcuni concetti simili. Ombre di depistaggi se e intuiscono. Per lanciare un messaggio mondiale finanziando la diffusione portando in primo piano un oscuro autore, ci sta pure l'affermazione sulla prefazione ritrattata, fa parte della bomba che scuote l'attenzione pubblica libraria in un momento (2004) sotto pressione e favorevole per un risveglio coscienzioso da parte di una certa tendenza curiosa che desiderava sapere. Cause e tribunali attirano la morbosa curiosità più del libro in se, entra tutto nel programma di lancio. Lo vediamo nei gossip, più si sparano minkiate e maggior attenzione si ottiene dai media. Il rumore sul libro seguì il film per gli impediti che non superano tre righe scritte senza rigettare tutto il resto. I film con le immagini distolgono l'attenzione sui particolari rilevanti lasciando la trama colma di vuoti. I film non rispettano mai le estrazioni originali, seguono alle volte le letterature di successo con lo scopo di smentirle, riuscendo molto bene.

Quanto sopra vale per la storia autorevole. Non riporta mai la verità!

... nelle mie lunghe indagini un forse, e un non, al posto di una sì, hanno stravolto e chiarito organigrammi storici resi complessi e impenetrabili ad arte. Chi fornisce risposte preconfezionate ha tutto il vantaggio dalla sua per nascondere quel che intende. Oggi, ma è da sempre, più che mai ascoltiamo dichiarazioni autorevoli falsate da personaggi manipolati dalle istituzioni per tenere un basso profilo reattivo sulla popolazione (il populismo) non va bene. Non deve esaltare le classi sociali, in parole povere la gente non si deve ribellare, deve rimanere quieta e rassegnata ... dalle istituzioni oggi, come un tempo, escono informazioni vagliate, adulterate e manipolate per ottenere effetti causativi sulle persone ...

Non si può ascoltare di stragi dove sono incidenti ... non si tollera il cronista che parla di freddare dov'è successo un omicidio ... ascoltiamo parole d'effetto e fregnacce passate per analisi accurate ... diminuiscono gli incidenti su strada ma aumentano per le gomme lisce e peggio non omologate ... ma siamo scemi? Compro pago e che ne so delle omologazioni? Mangio carni clonate, vini rumeni e salse cinesi, salmone da lago sbiancato in ammoniaca, riso indiano e soia cancerogena, tonno al mercurio e olio vergine d'oliva depurato dagli oli esausti automobilistici, guardo le scie di cesio e alluminio nel cielo azzurro, piove acido e l'aria puzza di inquinanti.

.... ma chi se ne frega, tanto fin qui siamo arrivati e l'umanità ne ha visto di peggio!!! La rassegnazione non è il mio pane quotidiano ....

.la verità premia e la bugia è una lenta agonia.

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Grazie e a tutti quanti per l'attenzione.

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MessaggioTitolo: Re: Dal Nome della Rosa al Codice da Vinci: i secoli delle verità e delle menzogne   

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Dal Nome della Rosa al Codice da Vinci: i secoli delle verità e delle menzogne
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