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 JSU-152story

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Sven Hassel

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MessaggioTitolo: JSU-152story   Lun 16 Giu 2014 - 17:45

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Lo sviluppo dell'ISU-152 fu dettato dalla necessità di dover sostituire il precedente semovente SU-152 realizzato sullo scafo del carro KV, la cui produzione era cessata con l'entrata in servizio del nuovo carro IS.

I lavori che portarono alla realizzazione di questo nuovo semovente furono svolti sotto la supervisione del capo ingegnere Joseph Yakolevic Kotin. Il progettista principale era G.N. Moskvin. Il prototipo del semovente fu designato Oggetto 241 e fu pronto nell'ottobre 1943. Subito iniziarono i test che furono superati con successo e nel novembre dello stesso anno venne avviata la produzione. Il semovente doveva inizialmente assumere la designazione di IS-152 ma in seguito venne designato ufficialmente ISU-152. La produzione avvenne negli stabilimenti di Chelyabinsk o ChKZ (Chelyabinskii Kirovskii Zavod) che in un mese passarono dalla fabbricazione del SU-152 a quella dell'ISU-152. La produzione del semovente si concluse nel 1947 ed in totale furono 3.242 gli ISU-152 realizzati, 1.885 dei quali durante il conflitto.

Descrizione tecnica.
Il nuovo semovente era esternamente molto simile al mezzo che aveva sostituito. Anche nel ISU-152 il cannone era posto in casamatta. L'arma utilizzata era il cannone ML-20S, versione per carri dell'ML-20. Il mezzo trasportava una riserva di 20 colpi, di solito 13 ad alto esplosivo e 7 perforanti.

All'interno lo scafo era diviso in due compartimenti. Nella parte posteriore si trovava il motore e la trasmissione mentre la parte anteriore era occupata dal compartimento di combattimento che ospitava l'equipaggio e il cannone. Questo era montato leggermente spostato sulla destra rispetto alla mezzeria del veicolo. Alla sinistra dell'arma trovavano posto il pilota, il cannoniere e il caricatore. Sull'altro lato si trovava il comandante e dietro di lui l'operatore radio. Le sospensioni adottavano lo schema a barre di torsione, 12 in tutto, che erano collegate alle sei ruote disposte su ogni lato. Alle estremità del cingolo, e più in alto delle altre sei ruote, erano posizionate la ruota motrice e quella di rimando. Nella parte posteriore si trovava la ruota motrice mentre quella anteriore fungeva da ruota di rimando. In alto il cingolo, composto da novanta maglie, scorreva su tre rulli reggicingolo.

All'interno del compartimento di combattimento erano sistemati due serbatoi del carburante, (gasolio) mentre un altro era posizionato nel vano motore. Era possibile sistemare esternamente nella parte posteriore del mezzo altri quattro serbatoi supplementari, non collegati a quelli interni. L'impianto elettrico era alimentato da un generatore da 1 kW ed erano presenti quattro batterie. Era disponibile corrente sia a 12 che a 24 V.

Tutti i portelli del mezzo erano dotati di periscopi. Per il puntamento erano disponibili un mirino telescopico ST-10 (CT-10), per distanze inferiori ai 900 metri, ed uno panoramico per distanze fino a 3.500 metri. In combattimento la necessità di dover passare da un mirino all'altro a seconda della distanza poteva creare qualche difficoltà al cannoniere.

Un sistema interfonico TPU-4-BisF garantiva le comunicazioni all'interno del mezzo. Una radio tipo 10R permetteva di comunicare con gli altri mezzi. In seguito l'apparecchio venne sostituito e fu montata una versione migliorata denominata 10RK. All'interno del mezzo l'equipaggio disponeva di due fucili mitragliatori PPSh e di 20 granate F-1 per la difesa ravvicinata.

Durante la produzione furono effettuate piccole modifiche. Fu montata una mitragliatrice DShK da 12,7 mm per la difesa dagli attacchi aerei. Nel 1944 la piastra frontale della corazzatura fu aumentata e portata allo spessore di 100 mm dai 60 mm iniziali. Dopo il conflitto vennero effettuate altre modifiche quali la installazione di apparati per la visione notturna, il motore V-2-IS fu sostituito con il V-54 e la dotazione di colpi fu portata a 30.

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